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    Archivio Giugno 2003

    Cicale metropolitane

    di paginediiaia (30/06/2003 - 14:37)

    Calda giornata estiva.

    Caldissima, più che altro.

    Al punto da rinunciare al rituale del gelato post-pranzo.

    Ma la cosa più strana è che qui, in una zona edificatissima dell'EUR, dove per trovare un po' di verde fai prima a portarti dietro un vasetto con un geranio, si sentono una marea di cicale.

    Quasi non me le ricordavo più, le cicale.

    Ricordi vaghissimi di quando ero bambina, in montagna. Oppure di alcuni viaggi in Medio Oriente, e si sentivano cantare, durante le ore più calde del giorno, fuori dalle finestre degli alberghi.

    Ma qui, in pieno EUR proprio non le avevo mai sentite.

    Tengono compagnia, speriamo che rimangano ancora un po' a chiacchierare tra loro

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    Emozione !

    di paginediiaia (30/06/2003 - 12:04)

    Mica me n'ero accorta che ... !

    Ben contenta !

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    Un altro rientro

    di paginediiaia (30/06/2003 - 09:02)

    In trasferta per tre e giorni, e poi qualche momento di pseudo-vacanza.

    Stanca più di quando sono partita. Stanca di testa. Voglia di scappare, da tutto e da tutti.

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    Pinguino

    di paginediiaia (25/06/2003 - 14:28)

    Rientro in ufficio dopo la pausa pranzo, giro da temerari fuori per prendere un gelatino di quelli buoni, e riscopro la brezza antartica che caratterizza il mio piano.

    Questo palazzo è a chiazze. Per tutto.

    Il piano perfetto, idilliaco, da paradiso, è l'ultimo, il VII, alla Fantozzi. Quello della Direzione, insomma.

    Sotto iniziano i casini.

    Le due ali di uffici sono rivolte rispettivamente a est ed a ovest. Ergo: al mattino dal mio lato si crepa dal caldo, ed al pomeriggio iniziamo a sentire puzza di polli bruciati sul corridoio opposto.

    L'Aria Condizionata, divinità pagana il cui culto è particolarmente in auge da queste parti, funziona a piani.

    Il mio è in modalità freezer. Ma non è tutto così. Se si supera una porta che unisce questo tronco di stabile ad un altro, la temperatura sale di minimo 10 gradi.

    Se invece si va dal mio super-capo, stesso piano, lato opposto, fa ancora più freddo.

    Insomma, si riesce a provare l'ebrezza del cambio di stagione ogni cinque passi.

    In fondo non penso faccia troppo male alla salute, perchè se no a quest'ora saremmo tutti morti.

    Scusate il rumore simil fuochi-d'artificio, sono le giunture delle ossa che scricchiolano un po'... Ma in fondo tiene compagnia...

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    Scoperte felici

    di paginediiaia (24/06/2003 - 19:42)

    Sono contenta di poter affermare che oggi ho scoperto il blog dal contenuto più presuntuoso, più criticabile e più insopportabile per il mio modestissimo e personalissimo parere.

    Non dirò MAI qual è. Mai e poi mai.

    Non avrebbe senso. Ognuno sui blog scrive come e cosa vuole. E non posso essere io a giudicare un bel niente.

    So che questo post è totalmente inutile, magari anche insignificante o forse pure fastidioso. Ma in fondo sono contenta di aver trovato qualcosa che per me è peggio dell'ortica sulla pelle delle gambe nude.

    Non poteva andare tutto bene, no ?

    E poi mi piace fare autocritica, e cercare nei miei comportamenti quali possono essere riconosciuti anche in quelli che negli altri mi infastidiscono.

    Suppongo quindi che da oggi sarò un pochino migliore.

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    Immagini serene

    di paginediiaia (24/06/2003 - 19:30)

    Questa sera sono uscita un po' prima dall'ufficio, mille migliaia di miliardi di commissioni da fare, come direbbe il mio mito, l'Ing. Cane di Mai Dire Domenica.

    Lavanderia: proprietaria impegnatissima grida, con la sua vocina aggraziata: "Aooòòòòòòò ccchettepuoi vennìììì sùùùùùù ???".

    E' stata una trasmutazione improvvisa. Una piccola e dolce signora dagli occhi buoni e teneri, con una vocina appena appena accennata che di colpo si è trasformata nella cugina burina di Floriana del Grande Fratello. Ancora un po' e cascavo a terra dalla sorpresa.

    Arriva il suo "interlocutore" silenzioso. Il figlio. Un ragazzone alto due metri, in T-shirt e bermudoni, accompagnato da un suo amico (I suppose), pari abbigliamento.

    Il ragazzo inizia ad analizzare i capi di vestiario che ho portato, appunto, da lavare. Inizia un attimo di sconcerto: ma la tariffa scontata "Alice la stiracamicie" si può applicare sulle camicette da donna o no ? Panico. Una lampadina gli illumina la capoccetta ! Prova a far vestire al manichino che consente, appunto di stirare "a costo zero" la mia camicia, e scopre che no, forse è meglio di no. Poi si avvicina e mi dice: "non si preoccupi, la batto come gilet, così costa uguale...". Beh, grazie, davvero.

    Non contenta di averlo sbalestrato con la camicetta tiro fuori un abitino, che decide di far rientrare nella classificazione "gilet" anch'esso, pur essendo parecchio lungo. Idem una camicetta di seta.

    Insomma, alla fine ho speso un terzo di quanto avrei dovuto.

    Ma la sensazione piacevole è provenuta dal modo di fare di questo ragazzo. Gentilissimo, caparbio, educato e indipendente. Un ragazzotto di 15 anni, a casa da scuola, che dà una mano alla mamma nell'infuocata lavanderia della periferia romana.

    Mi ha fatto stare bene.

    Con il sorrisino sulle labbra guido fino a casa, parcheggio e, dietro di me, vedo arrivare ai 200 all'ora una mercedesona bianca di quelle del tipo "l'ho comprata di seconda mano e già ho fatto fatica a pagarla così".

    Mi preoccupo, mollo il freno, rilasso il collo e mi vedo già il film del tamponamento mortale. Chiudo gli occhi ed aspetto il botto.

    Niente.

    Quando riapro gli occhi, dalla macchina erano già scesi un papà, faccia un po' stralunata (embè, ad andare a certe velocità per Roma normali normali è difficile rimanerci) ed un ragazzino sui 12 anni.

    Il ragazzino raccatta dal baule una 24ore, più pesante di lui, e si attacca vicino vicino alla gamba del papà.

    Vanno verso la portina che conduce anche al mio condominio, entrano e mi vedono arrivare addobbata come un albero di Natale di appendiabiti con vestiti appesi appena ritirati dalla lavanderia di cui sopra.

    Il ragazzino se ne accorge mentre era già dentro, scatta indietro, incoccia contro la 24ore, che si incastra nella porta, rompendosi, suppongo, il malleolo. Finge superiorità e mi riapre la portina, tenendomela aperta.

    Lo saluto e mi risponde con un gran sorriso cordiale e sincero, nonostante penso stesse immaginando tutte le parolacce del mondo, data la botta da traumatologia procuratasi per aiutarmi.

    Due ragazzini tanto carucci, come si dice da queste parti.

    Sono un po' più felice...

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    Sorriso

    di paginediiaia (24/06/2003 - 10:20)

    Ditemi che sono venale. Ditemi che sono ridicola. Ditemi quello che vi pare.
    Ma sono contenta lo stesso. Mi hanno dato l'aumento. Ben oltre quello massimo previsto. Il mio "rendimento" è stato giudicato più che eccellente.

    Non sono le cifre che si possono immaginare. Quest'anno sono stati bassissimi di base per tutti. E' il significato della valutazione a rendermi felice, più della cifra che, ahimé, non cambia la vita (ma sicuramente non la peggiora !).

    Dai, Iaia offre da bere a tutti !

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    Il Semestre italiano all'UE ? Nooo !!!

    di paginediiaia (23/06/2003 - 13:53)

    Anche voi pensavate che ci sarebbe stato il semestre italiano di presidenza dell'UE ? Ma nooo !!!

    Poveri illusi anche voi ! In realtà si tratta del semestre LOMBARDO di presidenza !

    Purtroppo la fonte è ufficiale, ufficialissima, dannatamente vera: eccola qui, direttamente dalla sala stampa della Conferenza Europea sull'e-Gov.

    Basta, fermate il mondo, voglio scendere

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    Epidemia mondiale d'immunità ?

    di paginediiaia (23/06/2003 - 12:42)

    Oggi La Repubblica è foriera di notizie tali da indurmi a farne un falò.

    Pagina 19, microscopico articolino che riporto (non l'ho trovato aggratis sul sito):

    "Cambia la legge: basta denunce ai potenti della terra
    Il Belgio cede agli stati Uniti


    Alla fine il Belgio ha ceduto alle pressioni americane: ieri i partiti del centrosinistra che stanno formulando il nuovo governo hanno annunciato le modifiche alla discussa legge che attribuiva competenza universale alla magistratura belga sui crimini di guerra compiuti da chiunque ovunque nel mondo.
    In base a quella legge erano stati aperti fascicoli a carico del primo ministro israeliano Sharon - per il massacro di Sabra e Chatila - del presidente Usa Bush e del segretario alla Difesa Rumsfeld - per la guerra in Iraq. Tra i denunciati anche Arafat, Castro e Saddam.
    Ora una denuncia sarà possibile solo se il presunto criminale o la vittima è belga o risiede in Belgio da almeno tre anni, non sarà poi ammessa se l'accusato proviene da un paese dove è garantito un processo equo, ovvero in tutti i paesi democratici.
    Inoltre sono state stabilite regole di immunità per alti responsabili in visita ad una delle organizzazioni internazionali a Bruxelles, come Nato e Ue.
    Proprio Rumsfeld aveva detto che se il Belgio non avesse abolito quella legge, gli americani avrebbero congelato il loro contributo finanziario per la nuova sede della Nato
    ".

    Non ho parole. Provo solo schifo.


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    Che novità

    di paginediiaia (23/06/2003 - 10:49)

    Mi pare un'enorme stupidata pubblicare (La Repubblica) un articolo dal titolo:
    "I bimbi: no alle mamme che lavorano
    Secondo uno studio di psicologi, 9 su 10 le vorrebbero a casa
    ".

    Mi sembra assolutamente ovvio che sia così.

    Ma mi sembra anche altrettanto ovvio che è del tutto inutile fomentare ulteriormente i sensi di colpa delle mamme che sono costrette a lavorare ed a stare distanti dai loro bambini.

    Ormai è pressoché impossibile arrivare a fine del mese in una famiglia con figli e con uno stipendio solo.

    Unico lato umoristico di questo squallidissimo articolo è che risulta che i bambini abbiano indicato come modello di papà alternativo Emilio Fede.

    Voglio sperare che non sia vero, se no temo che le prospettive dell'Italia, quando questi bambini saranno cresciuti, sono davvero tristi

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    Polmonite geografica

    di paginediiaia (23/06/2003 - 09:59)

    Da La Repubblica on line:

    9:14 Sars, la Oms: epidemia finita a Hong Kong
    21:42 Sars, altri due morti in Canada

    Non so se leggere queste due notizie in modo positivo o no.
    Stereotipi che cadono [ma com'è che nell'ipercivilizzato Canada non ce la fanno proprio a curare quella malattia ?] ? Notizie di comodo ? Boh...

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    Dolore cupo

    di paginediiaia (23/06/2003 - 09:50)

    Non passa.
    Anzi, sempre peggio.
    Non riesco a venirne fuori in nessun modo.

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    Forse è vero

    di paginediiaia (22/06/2003 - 00:07)

    A volte ci penso.

    Forse è vero che io spavento.

    Forse sembro davvero troppo sicura di me.

    Forse davvero gli uomini hanno paura di confrontarsi con me.

    Forse pensano davvero che io voglia metterli in difficoltà.

    Nulla di questo è vero.

    Non sono affatto sicura di me. Non ho intenzione di fare a gara con gli uomini, con nessuno, per nessun motivo.

    Non ci penso nemmeno a mettere in difficoltà un uomo, e men che mai quelli a cui tengo.

    Mi faccio in cinquanta e poi anche più per la persona che amo-stimo-vogliobene.

    Sarei capace di battermi fino all'ultimo per difendere il mio lui, contro tutti e contro tutto.

    Non appartengo a nessun luogo davvero, finché non apparterrò ad un uomo.

    Ma, nonostante tutto questo, forse davvero io spavento.

    E non sono gli uomini ad essere sbagliati. Non possono esserlo tutti. Evidentemente, sono io.

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    Chi è il primo ?

    di paginediiaia (21/06/2003 - 22:13)

    Passo da Gattostanco e vedo che parla di tassisti. Cita Giulio Mozzi. Che anche lui parla di tassisti.

    A questo punto ne parlo anch'io.

    Perchè di taxi ne ho presi a iosa, in questi anni di lavoro de-ambulante.

    I tassisti milanesi
    Sono normalmente leghisti, hanno uno spiccato accento meneghino, ma proprio tanto. Da qualche tempo, da quando la mia permanenza a Roma ha iniziato a "toccare" il mio modo di parlare, mi accorgo che subito non si lasciano andare; poi, non appena mi scappa un neh o un ma vah piemontese, iniziano a mollare improperi sugli immigrati, ad infervorirsi che meno male che le ghè el Bossi and so on.
    I tassisti milanesi sono fisiologicamente incapaci di stare zitti. Non me n'è mai capitato uno che lo facesse. Mai.

    I tassisti torinesi
    Normalmente parlano poco. Pochissimo. Niente.
    D'inverno sono infreddoliti (e per forza) da far tenerezza.
    Fanno le inversioni ad U in mezzo a Corso Vittorio per non aspettare al semaforo.
    Se c'è qualcuno a cui è meglio non suggerire la strada, quello è il tassista piemontese. Personalmente non mi sono mai sognata di farlo, ma ho partecipato ad una scena ai limiti della violenza (verbale) tra un collega ed il nostro tassista.

    I tassisti romani
    Ognuno di loro afferma di essere l'urtimo romano dde Roma.
    Uno, venendo a prendermi in ufficio, pensando fossi un pezzo grosso mi ha pregato di aiutarlo a piazzare il CD delle sue poesie romanesche. Me lo ha fatto ascoltare per tutto il viaggio verso l'aeroporto, ed era pure bello. Le poesie mi commuovevano, e secondo me si merita pure un po' di spazio. Ma non penso di essere riuscita a far nulla. E mi sono sentita in colpa. Mi ha spiegato che usa uno pseudonimo perchè sua figlia è giornalista, ma "giornalista vera", lavora alla redazione romana de "La Stampa", e lui non vuole farle fare brutta figura. Mi sono quasi messa a piangere.
    Uno era pazzo. Letteralmente. Salgo a Termini, mai visto prima. Dopo pochi secondi, attacca: "Allora, come dicevo prima, l'aurora boreale...". Ho avuto paura, ma è stato l'unico che ha fatto esattamente la stessa strada che avrei fatto io.
    Un'altro era "pisichiatra ed anche pisicologo". Mi ha chiesto il colore della macchina, mi ha chiesto di mostrargli l'orologio, ed ha deciso che io ho un approccio "sororale" con l'altro sesso. Gli ho spiegato che la macchina l'ho comprata di seconda mano da mia cugina, e che quindi il colore non era sindacabile, e che l'orologio era un regalo. Niente. Rimango comunque sororale.
    Un altro a Fiumicino si è arrabbiato perchè ho preso il suo taxi, pur essendo il primo in coda della compagnia di cui ho i buoni taxi. Mi ha detto che l'ho fatto arrabbiare. Gli ho detto che potevo scendere. Mi ha risposto che si sarebbe arrabbiato ancora di più. E non sembrava scherzasse.
    Di solito i tassisti di Roma parlano solo se inizia il passeggero. E questo è bello. Spesso hanno anche qualche giornale da leggere, nel portariviste davanti il sedile del passeggero.

    I tassisti di Benevento
    Penso siano tra i più costosi del mondo. Sono riuscita a spendere 15 euro (e non mi volevano fare la ricevuta per il rimborso) per fare 600m. Non ditemi che potevo farli a piedi, perchè sotto il sole cocente, con due valigie ed un PC non mi sembrava proprio il caso. Ma 15 euro sono davvero un'esagerazione.

    I tassisti di Potenza
    Sono pochi, e sono cari quasi quanto quelli di Benevento. Dal centro alla stazione Inferiore non sono mai meno di 15 euro... E bisogna prenotarli con discreto anticipo.

    I tassisti di Perugia
    No, qui non posso generalizzare. Ne ho conosciuto solo uno. Un ragazzino, dimostrava si e no 20 anni. Gli ho detto il posto dove dovevo andare. Non lo conosceva. Gli ho dato l'indirizzo. Non l'aveva mai sentito. Ha iniziato a chiedere a tutti i passanti. Alla fine ci siamo arrivati vicini. Solo vicini, ma era già un successo. Anche se mi sono dovuta trascinare il trolley ed il PC su per una scaletta ripidissima. Mi ha spiegato che era il suo secondo giorno di lavoro. Che per una settimana suo padre gli aveva fatto girare la città, ma che alla fine non ci capiva più niente. Anche lui mi ha fatto una gran tenerezza.

    I tassisti greci
    Sono difficili da riconoscere. Se si è nei dintorni di Atene e si deve andare all'aeroporto, di solito i portieri degli alberghi chiamano certi taxi e poi ti dicono di prendere il taxi proveniente da... (segue indicazione della provenienza). Piccolo problema: se il proprio non è l'unico taxi che arriva in quel momento, se, come mi capita sempre, ne stanno arrivando 10 insieme, riconoscere al volo la scritta in greco può non essere una passeggiata...
    Un tassista greco continuava ad urlare al cellulare con qualcuno. Poi, ad un certo punto, nel bel mezzo di una strada a scorrimento veloce, si è messo sulla corsia di sinistra ed ha rallentato. Quasi fermo. Non capivo niente. Poi, nell'altro senso, un altro taxi ha fatto lo stesso. Hanno tirato giù i finestrini ed il mio ha passato all'altro un cellulare...
    I tassisti greci ci tengono molto alla pronuncia. Se non dici nel modo giusto la destinazione, te la fanno ripetere mille volte. All'inizio pensavo fosse per lo scrupolo di non portarti in un altro posto. Poi, obiettivamente, mi sembrava esagerato. Penso sia giusto campanilismo.

    I tassisti di Bruxelles
    Riconoscono che sei italiano anche se stai zitto. E ti parlano di calcio. Io non ci capisco niente. Ma tanto parlano loro. In un delizioso miscuglio di lingue, ormai diventato il "dialetto" di quella straordinaria città.

    Tutti i tassisti
    Tutti i tassisti a volte mi sembrano dei pazzi. In senso buono.

    Perchè bisogna essere pazzi per fare quel lavoro.

    Nel caos delle nostre città, avendo a che fare con individui presuntuosi che sono convinti di avere a disposizione uno schiavo sulla biga, che pensano di essere gli unici ad avere fretta, che chiedono i miracoli per prendere il treno o l'aereo che stanno perdendo perchè loro si sono messi in movimento in ritardo. Perchè sono sotto il sole cocente e nel freddo più duro. Perchè ogni italiano è convinto non solo di essere migliore del CT della Nazionale, ma anche di sapere meglio di loro che strada bisogna fare per andare da A a B. Perchè se qualche volta mi è capitato di pensare che mi sarebbe potuto accadere qualcosa di brutto, incontrando un tassista squilibrato, loro lo possono pensare per ogni passeggero che caricano.

    Un lavoro pesante, che, normalmente, svolgono col sorriso sulle labbra. Nonostante tutto.

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    Lammiseria...

    di paginediiaia (21/06/2003 - 08:51)

    Io, proprio io, la lucertola impersonificata, colei che a ferragosto di sei anni fa si sdraiava sulla sabbia del deserto e chiedeva a qualche forza superiore di farla fermare lì per sempre, io che mi lamento e boccheggio dal caldo...

    Ieri un trullare colonnello dell'aeronautica ci informava pure che lunedì le temperature saliranno di 6/7 gradi.
    Penso che a quel punto mi trasferirò nel forno acceso. Probabilmente sarà più fresco

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    Me lo sentivo...

    di paginediiaia (20/06/2003 - 18:27)

    Da un giro sulle nuvole, per via di gattostanco ho scoperto che...

    You are Psychic!

    What's Your Magic Power?
    brought to you by Quizilla

    E penso che sia pure vero (purtroppo...)

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    Un, deux, trois !!!

    di paginediiaia (20/06/2003 - 17:30)

    Colonna sonora delle fresche estati in montagna da piccola.

    Luci spente, lunga in poltrona, e Giochi senza Frontiere alla TV.

    Le lamentele di mio padre, che diceva che certi giochi non erano più come una volta, erano troppo pericolosi.

    Il fil rouge, il jolly da giocare. L'Italia che a volte era prima, a volte era ultima, e che rabbia...

    Su Venerdì di Repubblica di oggi, nella mini-rubrica Missing, ci informano che "Guido Pancaldi... è diventato un creatore di fuochi d'artificio".


    [foto tratta da http://digilander.libero.it/jsfnet/storia.htm]

    Intanto provo nostalgia per quelle serate da bambina

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    Rientrando

    di paginediiaia (19/06/2003 - 09:02)

    Un giorno in trasferta a Bergamo.

    Tutto di corsa.

    Rientro e scopro che è passato il lodo, e che nella tracce dei temi della matura c'era una citazioni del Cav. S. Banana.

    Perfetto.

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    Riflessione veloce

    di paginediiaia (17/06/2003 - 15:27)

    Mi è stato chiesto perchè ho un blog. Perchè ci scrivo.

    Da qualche parte mi pare di averlo già scritto, ma posso riassumere brevemente il concetto.

    Io scrivo per me. E basta.

    Non voglio istruire nessuno o insegnare niente.

    Non intendo analizzare nessun fenomeno né spaccare in due i capelli dei perchè.

    Non voglio giocare con la scrittura tanto per dimostrare che conosco il webwriting (e se poi scrivo una marea di cavolate tanto va bene lo stesso).

    Scrivo solo, ed esclusivamente, per me.

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    Ombre di notte

    di paginediiaia (17/06/2003 - 09:20)

    E' da una settimana che, a quattro passi da qui, stanno montando una mega-struttura tutta incastrata su una scalinata.

    A naso, non mi sembra la cosa più stabile dell'universo, comunque...

    Oggi ho scoperto cos'è: sarà lo spazio dedicato alla manifestazione All'ombra del Colosseo Quadrato (si prega di notare la finezza del logo, dove l'ombra che parte dal Colosseo angurioso in realtà ricorda la forma del Colosseo Quadrato).

    Mi piace il cabaret, ma forse sono un po' ignorante. Degli spettacoli comici promossi in modo criptico sul calendario delle manifestazioni, riesco ad identificare si e no il 10% dei protagonisti.

    Ho chiesto ad alcuni colleghi romani, pensando che fossero comici locali. Niente, il buio più assoluto.

    Sarò ben grata a quanti, in opera di magnanimità, sapranno consigliarmi quali si meritino di essere visti...

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    Se va avanti così...

    di paginediiaia (17/06/2003 - 09:09)

    ...finiscono di esistere le televendite !

    Dopo la storia di Wanna Marchi, hanno arrestato anche Baffo.

    Fra un po' ci rimarrà solo più la p.anca p.er i.nversione (e vediamo se così smetto di trovarmi 3 referrer su 4 legati a 'sta roba).

    Per inciso, tanto che sono sull'argomento (e che la giornata langue), la Marchi se l'è meritato, ma un bel premio "Il deficiente d'oro" a tutti quelli che ci sono cascati ci andrebbe proprio giusto...

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    Imprevisti delle telefonate

    di paginediiaia (16/06/2003 - 17:00)

    Chiamo un collega al cellulare. E' in riunione ma mi serve un'informazione vitale (?) che non sono riuscita a procurarmi con certezza; anzi, che ha scatenato le risposte e le fantasie chilometriche più esaltanti nei presunti esperti (?) interpellati.
    La domanda tanto complessa era: l'aeroporto di Brescia è sufficientemente vicino a Bergamo ?

    Rompo le tibie al primo che risponde: ma a Bergamo c'è l'aeroporto. Si. Lo so. Ma non ci sono gli aerei quando posso prenderli. A Brescia invece si.

    Comunque, il collega bergamasco mi risponde si, che sono vicini, e nella sua lapidaria saggezza racconta:

    Intervista telefonica
    Intervistatore: Lei cosa ne pensa della giustizia in Italia ?
    Intervistato: Và, ma lo sa che sarebbe una bella idea... ?


    A naso sembra di Altan, ma non importa. Mi è piaciuta da matti.

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    Non ci facciamo mancare niente !

    di paginediiaia (16/06/2003 - 14:44)

    Anche i cerchi nel grano ! A Latina. Potremmo pensare ad un Sign interpretato da Claudio Amendola

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    Quando non solo non gira...

    di paginediiaia (16/06/2003 - 11:06)

    ...ma manco parte.

    Oggi non riesco ad iniziare a lavorare. O meglio, il lavoro mi sta correndo addosso ed attorno; ogni tanto mi sbatte contro, ma cerco di fingere indifferenza.

    Vado avanti per inerzia. Mi aiuta il fatto che anche i colleghi sembrano vagare on preda agli effetti di gas soporifero.

    Passerà...

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    A volte è meglio stare senza

    di paginediiaia (15/06/2003 - 13:24)

    Ieri ho fatto un giro alla Fnac. Entro, sento musica a tutto volume. Mi avvicino allo "spazio eventi" (un retronegozio di 15 metri x 5 a naso, in cui ammassare un po' di sedie, poche) e c'è un gruppo di sballati BRAVISSIMI e sudatissimi che presenta il suo terzo CD.

    Bravi, mi piacciono. Sto un po'. Guardo l'ora, devo rientrare. Come Cenerentola.

    Mi dico "va beh, poi compro il loro CD".

    Oggi mi rendo conto che non ricordo più come si chiamavano. Mi dico (parlo spesso da sola in questo periodo, ed a volte mi dò pure torto) "va beh, poi guardo sul loro sito".

    Guardo sul sito. Il deserto dei Tartari. Al che rifletto che, per avere un sito così, magari è meglio:

    • fare giusto l'elenco dei negozi, saluti e grazie
    • investire un po' di più (o semplicemente meglio) e renderlo anche solo vagamente più utile

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    Un vecchio trucco

    di paginediiaia (14/06/2003 - 19:01)

    Eh già, lo sanno anche i bambini: per dare una notizia senza darla, per soddisfare al dovere di cronaca senza che se ne accorga nessuno, è sufficiente approfittare del sabato.

    Una notizia data il sabato passa praticamente inascoltata.

    Non mi sono stupita quindi di leggere oggi, su La Repubblica on line

    Batosta sulle liquidazioni: le tasse salgono del 20%

    Non so se a voi fa lo stesso effetto che fa a me. Io sono inca%%ata nera !

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    Cambiamo guardaroba...

    di paginediiaia (14/06/2003 - 14:38)

    Ho cambiato di nuovo la WeatherPixie.

    L'altra indossava da metà maggio la stessa T-shirt con gli stessi yogapants (maglietta e pantaloni, vah... fa meno figo ma almeno si capisce).

    Questa dovrebbe avere un guardaroba un po' vasto. Ho provato a farla girare per mezza Italia (per chi mi sta prendendo per matta: provate ad andare sul sito di Weatherpixie ed a cambiare località).

    Intanto, ora che sto facendo crescere i capelli, mi assomiglia anche lei... Anxi, i miei sono già un pochino più lunghi. Il ciuffo è esattamente quello.

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    Ma dov'è la manopola ?

    di paginediiaia (14/06/2003 - 14:09)

    Il caldo mi piace.
    Al caldo sto bene.
    Ho provato il deserto giordano il 16 Agosto, e ci stavo così bene che avrei voluto rimanere lì per sempre.

    Ma chi cavolo ha lasciato la manopola del forno al massimo e sta cercando di cuocere contemporaneamente tutti i Torinesi ?

    Fa un caldo dannato ! Manco a Roma si stava così !

    Sono nell'ufficio di mio padre, porta spalancata, si muore. Se la si chiude è pure peggio. Zero aria. Solo folate di calore puro. Come quando apro il fornetto elettrico per controllare la temperatura del sofficino.

    Ma qui il forno elettrico è tutta la città !

    Mi sembra esagerato...

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    Solo a me

    di paginediiaia (14/06/2003 - 13:31)

    Venerdì mattina. Mi sveglio mentre sto cadendo dal letto. Dalla parte opposta di quella in cui dormo !

    Non so se a qualcunaltro è mai successo di cadere dal letto.

    A me MAI, in 32 anni di vita. Manco da bambina. MAI.

    Arrivo in ufficio livida sul lato destro del corpo e, come faccio sempre quando me ne capita qualcuna di strana, la racconto. Di solito strappo qualche sorriso. Ed è bello far sorridere.

    Beh, scopro che a tanti è capitato di cadere dal letto. Incredibile.

    Tutti a rincuorarmi che è colpa del caldo, che sono andata alla ricerca di centimetri di fresco per tutta la superficie del lettone finché questo non è finito. Che succede.

    Il problema non è che sono preoccupata di essere caduta. A me ne capitano davvero di tutti i colori... E' che è strano che sia normale. Boh. Si scopre sempre qualcosa di nuovo.

    Ieri, leggendo il libro di Agatha Christie in treno, ho trovato un pezzo che mi ha fatto rivivere la sensazione provata mentre mi svegliavo cadendo dal letto:
    "La solidita' della terra non esiste piu: anch'essa ha la consistenza fantastica di un incubo"

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    Odissee

    di paginediiaia (14/06/2003 - 13:19)

    Penso di essere invecchiata.

    Una volta ero intollerante, almeno, più di adesso, nei confronti delle inefficienze. Soprattutto di quelle immotivate.

    Ora non mi preoccupo più di tanto. Lo considero davvero un buon risultato.

    Pendolino Roma-Torino di ieri, 17.54. Raramente il ritardo supera i 24 minuti (al 25esimo scatta la possibilità di richiesta di rimborso, anche se, di tutti quelli chiesti, non ho ancora visto un millesimo di euro... C'è sempre il discorso che le cause non erano imputabili a colpe Trenitalia...).

    Ieri a Firenze avevamo mezz'ora di ritardo. Qualche "sborone", per fare il figo, dice che non succede mai; lui, che ogni settimana prende quel treno, mai è arrivato così in ritardo.
    Faccio notare che l'anno scorso l'ho preso ogni 15 giorni (poi, dopo un'analoga odissea per il ponte dei Santi, ho detto basta; ridotto i rientri a Torino e quei pochi solo in aereo), e mi capitava una volta su due di avere ritardo a Firenze. Al più, recuperava dopo.

    Ah no, continuano i "dotti". Mai si è visto così tanto ritardo. Boh, sarà. Torno a leggere.

    A Reggio Emilia avevamo 65 minuti di ritardo.

    L'immancabile italiano-tipo salta su, non appena vede un controllore, e lo riempie di improperi, che lui è stanco, che vuole arrivare a casa [ah beh, io certo sull'Eurostar invece ci sto così bene... Quasi quasi chiedo quanto me lo fanno ad affitarlo per viverci], che lui ha pagato il biglietto [ovviamente tutti gli altri idioti che non si lamentavano erano portoghesi], che in Italia fa tutto schifo [avrà mai provato a mettere il naso oltre confine per più di una settimana e non in ferie... ? Dubito], che i ferrovieri se ne fregano [immagino come fosse contento il capotreno di essere anche lui in ostaggio su quella scatoletta, con una percentuale di viaggiatori rompipalle a chiedergli diecimila perchè].

    Mi vien voglia di alzarmi, indossare la calzamaglia con la SI stampata sulla pancia (SuperIaia, ovviamente), calzare la mascherina sugli occhi, andare di fronte al figuro e PAMMM !!! Stampargli un papagnone in piena faccia. E farlo tacere...

    Il treno è arrivato con un ritardo apocalittico, almeno per un Eurostar (sui 95 minuti). A Porta Nuova non c'erano taxi, ma l'attesa è stata sopportabile.

    Ciononostante, non ho provato grandi moti d'animo. Meno male... Forse Iaia sta crescendo...

    Altro segno d'irrefrenabile invecchiamento: non patisco più il sonno come una volta. O è colpa della cura del risveglio coatto della educatissima maestra del piano di sotto, oppure, semplicemente, è il mio orologino interno che è passato sulla modalità vecchietta...

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    Referrer invertiti

    di paginediiaia (13/06/2003 - 09:09)

    Dall'analisi dei referrer di queste pagine posso ufficialmente affermare che mi sono stufata di far arrivare gente su queste pagine che cerca la panca per inversione !!!

    Come dicevo in un precedente post, o come almeno facevo intuire, una delle "sfighe da zapping" peggiori che mi può capitare è di arrivare su Home Shopping Europe nel momento in cui quel distintissimo signore americano sta appeso come un pippistrello su 'sto prodotto.

    Probabilmente è tutta invidia, dato che la panca costa un botto, e che però penso potrebbe rendermi felice quando vengo colpita da uno dei miei pazzeschi mal di schiena.

    Sarà l'invidia, sarà che ormai, su HSE, o si capita mentre passa una delle loro pubblicità autoreferenziali o mentre vendono la panca, sarà quel che sarà, ma a me 'sta cosa rompe le scatole.

    Signori che venite qui alla ricerca della panca per inversione, sappiate che

    • non la posseggo
    • non potrò mai possederla, dato il prezzo
    • non so se funziona, se fa bene alla salute o se il simpatico saltatore d'ostacoli novantenne in realtà era stato completamente dopato, per girare lo spot, e si è accasciato a terra subito dopo
    • non troverete nulla di utile in queste pagine a proposito dell'oggetto del vostro interesse
    • e quindi vi consiglio di andare qui
    Detto questo, cerco di appendermi ai neon qui sopra...

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    Parole sottovalutate

    di paginediiaia (13/06/2003 - 08:46)

    Ieri sera mi sono decisa ad iniziare un libro che giaceva nella libreria da qualche mese.

    Normalmente ho un approccio bulimico con la lettura: compro-leggo-compro-leggo-compro-leggo...

    Pochi sono i libri sfortunati che rimangono a prendere polvere ancora intonsi sugli scaffali. Spesso dev'essere qualche percezione di pelle, perchè quando poi capitolo, e li leggo, scopro che in fondo stavano meglio dov'erano.

    Forse mi si è guastato il sesto senso, perchè in una settimana mi è successo di fare due piacevolissime scoperte.

    Il primo è stato ricicciato fuori dallo scaffale venerdì scorso, per il viaggio verso Torino. Ero un po' a corto, e lo sguardo è caduto su La passione di Artemisia, di Susan Vreeland. Bello ! Davvero bello ! Ben scritto, scorrevole, doloroso e lieve insieme.

    Era in libreria da quest'inverno, e non se lo meritava proprio.

    Ieri sera, un'altra illuminazione: Viaggiare è il mio peccato, di Agatha Christie. INCREDIBILE !

    Non amo i gialli, anche se devo ammettere che i suoi sono gradevolissimi.

    Purtroppo una mia scaramanzia mi fa credere che, appena prendo uno dei suoi gialli in mano, vengo colpita da qualche malessere, delle forme più disparate, ma comunque poco piacevoli.

    Quando mi è stata fatta scoprire la prima volta mi sono fatta un'influenzona da 3 settimane. E va beh, succede.
    Il secondo libro mi ha portato una tonsillite da paura. Qui già iniziava a sembrare strano.
    Un altro ancora, un altro malessere. Da allora ho preferito non rischiare... Considerato che, normalmente, godo di ottima salute, mi sembrava davvero qualcosa di più di una coincidenza.

    Poi mi è capitato sotto mano quel libro, al Salone La Stampa di Via Roma, a Torino. E mi sono tornati in mente i ricordi magnifici del viaggio in Siria, della permanenza all'Hotel Zenobia, a Palmira, lo stesso dove ha soggiornato lei. E l'ho preso. In barba a tutte le superstizioni. Per giustificare il mio azzardo, mi sono anche inventata che solo i suoi gialli mi ammalano...



    Ieri l'ho iniziato. E' bellissimo ! Mi sono trovata a ridere da sola, nel letto, come una pazza, al racconto dei suoi acquisti pre-viaggio, e delle fisse di suo marito.

    Sperando che non inizi a roteare furiosamente nella sua tomba, in certi momenti ho pensato che, fosse ancora in vita, probabilmente terrebbe un blog...

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    Sguardi piacevoli

    di paginediiaia (13/06/2003 - 08:31)

    Da qualche giorno mi piace, al mattino, accendere la TV e, mentre faccio colazione, mettere su Rai Uno.

    Il giornalista che conduce UnoMattina Estate mi fa star bene, se così si può dire.

    Sarà il confronto con il suo (insopportabile) predecessore, sarà che sa parlare, sarà che sa cosa dice. Sarà che non si impappina con le citazioni dotte a rischio. Sarà che ha uno sguardo franco, che fa piacere vedere, in mezzo a tanti occhi spenti da pesce lesso che popolano la televisione.

    Oggi mi ha divertito il "duetto" con Mirabella (un vero signore, o almeno così sembra) a proposito della superstizione.

    Un po' di TV estiva sopportabile.

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    Frammenti

    di paginediiaia (12/06/2003 - 14:48)

    A volte questa città mi sembra normale.
    Poi, metto il naso fuori, e mi ricredo...

    'Stamattina interessantissimo convegno in Centro. Temperatura adatta al brasato al barolo.

    Salgo sul taxi, dopo due incroci affianchiamo una utilitaria giallo canarino, con delle strisce rosse sui fianchi. Dietro, il pannello "Scuola guida". Di fianco la pubblicità della scuola, denominata "Defensive driving". Ma che è ???

    Più tardi, cartellone stradale. Pubblicità di una scuola superiore: "... Il primo Liceo sportivo di Roma".
    A quando il Ginnasio per le veline ?

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    E loro sono i primi...

    di paginediiaia (12/06/2003 - 08:37)

    Su Punto Informatico di oggi si scopre che:
    "TIM: niente copertura totale UMTS
    TIM è la prima azienda telefonica del vecchio continente a pianificare l'uso della tecnologia EDGE (Enhanced Data Rates for Global Evolution) al posto di quella UMTS laddove quest'ultima non potrà arrivare per questioni di budget.
    EDGE, basata su GSM e fin qui snobbata dagli altri grandi operatori europei, dovrebbe essere disponibile dal 2004 nelle zone rurali dove l'implementazione di tutti i servizi UMTS è giudicata troppo costosa."

    E uno...

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    Diciamoci la verità...

    di paginediiaia (11/06/2003 - 18:08)

    ...come vivere senza questa FONDAMENTALE informazione: in Moonrise di Van Gogh la posizione della luna ha consentito ad un gruppo di studiosi (attenzione, non UNO studioso solo, un gruppo, addirittura !) di stabilire che è stato dipinto alle 21.08 del 13 Luglio 1889 ! Ce lo rivela l'implacabaile Repubblica on line



    Alcune brevissime considerazioni:

    • quel gruppo di studiosi non aveva niente di meglio da fare ?
    • chi era preoccupato a tal punto dalla questione "ma la luna sorge o tramonta ?" non aveva niente di meglio da fare ?
    • il titolo non poteva essere già sufficientemente esaustivo ?
    • siamo del tutto certi che siano le 21.08 ? Ma proprio del tutto ? O magari le 21.09 ? O, addirittura, orrore, le 21.11 ??? [chi potrebbe d'altronde argomentare il contrario ? Il primo che risponde "Un altro gruppo di studiosi finisca in prigione senza passare dal via !]
    • è un caso che, proprio il 14 Luglio 2003, la luna sia proprio (ma pensa te) nella stessa posizione del quadro ? E che sia pure il 150esimo anniversario della morte del Pittore ? Ma pensa un po' te che coincidenze...
    • dato che si parla di un'ora ed un minuto ben precisi, il quadro è stato dipinto spruzzando nel minor tempo possibile i colori a casaccio sulla tela ?
    • in fondo, ma chi se ne frega...

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    Mah

    di paginediiaia (11/06/2003 - 17:56)

    Mi si è guastata la Prof d'inglese, oltre all'impianto di condizionamento, che peraltro nessuno si è degnato manco di venire a vedere.

    Doveva arrivare alle 17, per la nostra chiacchierata settimanale, ma non si è ancora palesata, e sono le 17.50. Hm... Mi preoccupo. E' puntuale come un orologio australiano (essendo di quelle origini) !

    Ne approfitto per girare, in crisi di astinenza da giornali, sui siti di notizie.

    L'ANSA ci rende partecipi del dolore nazionale informandoci che, per il CENSIS, in Italia uno su quattro è infelice. Oh, pensavo peggio !

    Comunque sconsiglio la lettura dell'articolo a chiunque non dotato di un profondo equilibrio. E' un'incitazione al suicidio !

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    Parole buone

    di paginediiaia (11/06/2003 - 10:44)

    Queste mi piacciono

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    Piccoli piaceri

    di paginediiaia (11/06/2003 - 09:08)

    Uno dei piccoli piaceri quotidiani, per me, è la lettura dei giornali.

    In ufficio, con quelli gentilmente offerti come strumento di lavoro.
    Nei giorni festivi, con il plico che mi procuro da sempre (dose minima di sopravvivenza: La Repubblica, Il Corriere e, per lavoro, Il Sole).
    Adoro i giornali locali, e quindi, in trasferta per lavoro o per diletto (sempre di meno, ahimé), ne compro a tonnellate.

    Oggi mi mancano.

    E' vero che ci si accorge dell'importanza delle cose quando queste non ci sono. Si smette di darle per scontate.


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    Minimizzazioni

    di paginediiaia (11/06/2003 - 08:47)

    Chi mi conosce lo sa bene. Non ingigantisco mai i problemi. Odio chi lo fa.

    Sono piuttosto una di quelle persone che, nel più immondo dei casini, quando si decide a chiamare aiuto, dice qualcosa del tipo "La situazione è sotto controllo, ma se potessi venire un attimino qua, ne sarei grata..." (con sullo sfondo un rumore di macerie che crollano).

    E' che normalmente mi arrangio da sola.

    Quindi dò per scontato che tutti sappiano che se chiamo aiuto è perchè c'è qualche problema. E magari anche piuttosto grandicello.

    Ecco perchè mi incaz... mi incav... mi altero quando le mie segnalazioni vengono terribilmente minimizzate.

    Se chiamo l'ufficio tecnico per dire che c'è un problema al condizionatore, e che c'è dell'acqua nel mio ufficio, non è perchè c'è un po' di "normale condensa", come rispostomi dall'implacabile omino dell'ufficio tecnico. Ma perchè per terrà ho UN DITO D'ACQUA in tutto l'ufficio.

    Ho aspettato un po', ma poi ho rinunciato, e mi sono trasferita da un collega. Aspetto che il caldo asciughi la pozza d'acqua. O che il guasto peggiori a sufficienza da creare interesse, magari allagando anche il corridoio. Ormai manca poco...

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    Archivio Giugno 2003