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    Archivio Agosto 2003

    Anche l'occhio vuole la sua parte

    di paginediiaia (29/08/2003 - 14:51)

    Certo che 'sti due sono davvero carucci...

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    Riflessioni tricologiche

    di paginediiaia (29/08/2003 - 11:11)

    Prendo spunto da:

    • un thread di Gattostanco su sua moglie, il parrucchiere (ah, no, scusa Gatto, LA parrucchiera) ed i tempi di lavorazione
    • la visione, ieri sera, del solito mappazzo televisivo girato dal regista coiffeur
    • il dover decidere, tra oggi e domani, se passarmi un sabato pomeriggio dal parrucchiere (ah, no, scusa Gatto, dalla parrucchiera) per mettermi un po' a posto, spendendo un botto di soldi
    • un giro su Lovely Hair, segnalato in un commento al post di Gattostanco, e davvero degno di nota
    per ragionare sui capelli (beh, ragionare è parola grossa).

    Ho capelli tremendi, insopportabilmente intrattabili. Per le parrucchiere sono un "caso disperato", per loro stessa ammissione.

    Anche l'elegantissima madama torinese, snobbissima ma bravissima che coordinava l'elegantissimo e snobbissimo salone dove per un certo periodo sono andata a farmi i capelli, nonostante la sua educazione, nonostante appartenesse alla categoria "torinesi-falsi-e-cortesi", ha dovuto ammettere che i miei capelli sono "davvero molto indipendenti".

    Indipendente è un termine che ha accezione positiva sulle persone ma, usato sui capelli, diventa la dichiarazione di guerra al senso estetico.

    Ho i capelli finissimi, ma proprio fiiiiini fini fini.

    Da ragazzina ero preoccupata, pensavo di averne pochi, temevo che sarei rimasta calva.

    La prima volta che ho fatto la permanente la parrucchiera, esausta, dopo una tonnellata di bigodini, mi ha detto "MA QUANTI CAPELLI HA ???". Ed ho scoperto che, in fondo, prima di diventare calva, forse ce ne andava ancora...

    Adesso le meches mi costano come uno specchietto di utilitaria, sempre per lo stesso motivo. Ciocchetta per ciocchetta, la parrucchiera ci impiega mezza giornata, a volte si danno pure il cambio perchè si rompono le scatole a girarmi attorno alla capoccia.

    Quando vedo in giro quelle signore tutte curate, con capelli voluminosi, lucidi e mossi, non tanto, al punto giusto, provo quasi una vaga forma di invidia (ed io penso di essere la persona meno invidiosa del pianeta).

    Mi piacerebbe riuscire a permettermi una pettinatura "da film" senza aver bisogno del cemento armato, usato magari anche dai coiffeur di scena, e che possa durare più dei 10 minuti che dura a me normalmente una piega in una normale giornata lavorativa...

    Forse è la mia pigrizia, che mi impedisce anche solo di pensare a spendere più di pochi minuti per asciugare i miei capelli alla bell'e meglio, figuriamoci a mettermi lì, in posizioni da tortura (mai provato ad arricciarsi i capelli da soli con spazzola e phon ? Ci si trova con le giunture incriccate dopo quattro ciocche). Le permanenti su di me costano un casino, vista la quantità di capelli, e durano meno della metà di quanto durano normalmente.

    Insomma, ci andrebbe il genio della lampada. Ma, se lo trovassi, non penso sprecherei uno dei tre desideri per 'sta cosa.

    Quindi sarò sempre, costantemente, spettinata

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    Ma che è ?

    di paginediiaia (29/08/2003 - 10:47)

    La Nokia ha lanciato un nuovo cellulare, il 2300.

    Ha i tasti tutti "strambi" (sempre meno strambi di quello che li ha come nei vecchi telefoni in bachelite, il 3650, o di Ngage, che vabbe' che è nato per i giochi, ma è davvero strampalato anche lui.

    La cosa carina è che, tra le caratteristiche, si legge:
    "Filtro degli SMS provenienti da numeri indesiderati"
    Sarebbe bello se, oltre a filtrarli, inviasse agli sms una risposta automatica vocale. Una bella pernacchiona. Da voce metallica, che è peggio.

    Per inciso, l'altra novità Nokia, l'1100, ha una torcia elettrica integrata...

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    Un progetto un po' speciale

    di paginediiaia (28/08/2003 - 14:16)

    Ci sono arrivata per caso, gironzolando su internet spinta dalla ricerca di tutt'altro. Ma sono contenta di esserci arrivata.

    Sharon Boggon (che non so chi sia) ha messo in piedi il progetto Wisdom of the Ages, chiedendo la collaborazione di tutti per raccogliere le risposte ad una semplicissima domanda: che cosa ti ha insegnato, la vita ?.

    Alcune sono davvero interessanti...

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    Ah si ?

    di paginediiaia (28/08/2003 - 10:50)

    Io non me ne sono accorta

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    Oddio, mi è semblato di vedele un gatto !

    di paginediiaia (28/08/2003 - 10:22)

    Arrivata, a fatica, all'ultima pagina di TV Sette, rimango a bocca aperta di fronte alla pubblicità di copertina: il Meritene !



    Quanti ricordi...

    Mia madre è sempre stata ossessionata dal fatto che io non mangio.

    Da quando sono nata non è passato un solo giorno in cui lei non mi dicesse "Sei troppo magra", "Sei deperita, vuoi morire/vuoi farmi morire" (a seconda del livello di senso di colpa che voleva inculcare in me), "sei anoressica".

    Per inciso, l'unico risultato di tutta questa campagna persecutoria materna è stato quello di farmi diventare davvero anoressica, per un discreto numero di anni.

    Ne sono uscita, nonostante lei ed i suoi pessimi tentativi di aiuto.

    Ora il mio rapporto col cibo è quanto meno ottimo, e mi inca**o come una iena quando lei (120Kg per 1.75m di altezza) viene a dire a me (62Kg per 1.80m di altezza) che io non so mangiare.

    Vive infagottata di pastiglie per la pressione alta, non riesce a camminare per i problemi alle ginocchia causati dal peso ed io non so mangiare.

    Sarà...

    Comunque, tornando all'inizio del post, il Meritene era l'arma segreta di mia mamma; mi piaceva, e me ne faceva prendere bibitoni pazzeschi, anche già in età adulta e quando ero fuori dalla sua giurisdizione casalinga, vivendo per i fatti miei. In fondo non mi dispiaceva, 'sto coso. Ma, secondo me, una sditazzata nella Nutella fa molto, molto meglio...

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    Di nuovo su Torino

    di paginediiaia (28/08/2003 - 09:57)

    Ieri leggevo un post di Faber, La città invisibile (non trovo il permalink, metterò il trackback, anche se mi sa che ho dei problemi con 'sti cosi).

    Parla della sua, e mia, città.

    Mi sono trovata a scrivergli un commento, dove ho dato sfogo ai miei pensieri su Torino.

    Forse è ragionevole dare al commento dignità di post, quindi lo riporto qui sotto


    Per anni ho avuto un brutto rapporto con la mia, e tua, città. Proprio non mi ci trovavo, pur essendoci nata, da genitori torinesi. Niente, non ce la facevo proprio.

    Ed allora, alla prima occasione, mi sono spostata. Ora sono 3 anni che vivo a Roma, e che riesco a guardare Torino, ed i torinesi, con occhi disincatati, ogni volta che ci torno.

    Mi sono resa conto di una cosa: che se per il resto del mondo Torino è solo Juve e Fiat, è solo perchè siamo noi torinesi a fare in modo che sia così.

    Si fa ben poco per valorizzare quello che abbiamo.

    Siamo noi i primi a spalarci quintalate di guano sopra.

    Siamo "strani", qualche persona più "trendy" di me potrebbe dire che non siamo market oriented. Forse siamo anche poco tattici, e poco strategici.

    Abbiamo un museo del cinema che penso sia unico al mondo. Ma quanti di noi ne parlano con gli amici "forestieri" ? No, tutti a dire "Ah, abbiamo il Museo Egizio, ma è tenuto male". E' vero, il Museo Egizio è stato il nostro vanto per anni, ma ora è improponibile. Ed allora smettiamo di parlarne finché non torna ad essere decente.

    Spingiamo le cose belle che abbiamo.

    Smettiamo di dire "Ah, San Salvario una volta era un'altra cosa". Iniziamo magari a parlare del rinato Quadrilatero Romano, che è una vera chicca. Perchè San Salvario effettivamente è in stato di degrado, e non è più, forse, com'era prima (pur avendo un forte fascino), mentre il Quadrilatero è stato messo su alla grande.

    E piantiamola col dire che i Cantieri sono indispensabili per la Torino del futuro.

    Parliamo del presente, invece del futuro e del passato (come sarà bello, o come era bello).

    I cantieri ora sono una porcata, e non sappiamo nemmeno quando finiranno. Ma ormai ci sono. Non parliamone più del necessario.

    Parliamo di quel bello di Torino che c'è, esiste, ed è lì a disposizione di tutti, grazie al cielo.

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    Una mattina di fine agosto

    di paginediiaia (28/08/2003 - 09:44)

    Pressione sotto zero.

    Su Tv Sette, allegato al Corriere, leggo il fantastico (?) ed indispensabile (??) articolo sui super-eroi preferiti dai divi (ma si può chiamare divo il pur simpatico Fedro del Grande Fratello ?).

    Io da piccola impazzivo per Wonder Woman.



    I suoi superpoteri potrebbero essere utili nella vita quotidiana da normal woman

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    (Don't) smile ! You're on the passport !

    di paginediiaia (28/08/2003 - 09:05)

    Leggo incuriosita sul Corriere cartaceo che il Canada ha dato disposizioni affinché le foto-tessera per i passaporti non riportino volti sorridenti.

    Agli esperti di sicurezza canadesi è passato per la testa che una foto sorridente sia meno riconoscibile di una "seria".

    Vorrei sottoporre questi soloni della protezione ad un test: capire se io sono la stessa persona della fototessera che avevo fino all'anno scorso sulla carta d'identità.

    Lì avevo dei lunghi capelli neri mossi, ora li ho corti e biondi.

    Non penso che il sorriso potesse cambiare qualcosa...

    Boh, contenti loro...

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    E via, svuotiamo le buche delle lettere !

    di paginediiaia (27/08/2003 - 14:45)

    Questa mi sembra davvero una bella idea !

    I geni di webdesigner delle Aziende spesso non si rendono conto che alcuni navigatori arrivano da loro per vedere i loro prodotti, e non tanta bella grafica, animazioni, shockwave da 18G, e musiche che si fanno sentire fin dal vigilante all'ingresso (massì, confessiamoli, che gironzoliamo su internet per i fatti nostri anche volentieri in ufficio... ma che proprio se ne debbano accorgere tutti, non ci va più di tanto).

    Una volta sono andata sul sito di Intimissimi a cercare un capo che avevo visto in vetrina, per capire se ne esistesse anche uno simile, in coordinato. Dopo mezz'ora di incavolature ho mollato tutto, perchè il sito era una specie di sequenza (nel termine letterale della parola) di immagini, che bisognava vedere una dopo l'altra, per forza, con tempi di caricamento immondi e lampeggiamenti da delirio schizofrenico.

    Lo stesso problema l'avevo avuto con un sito di orologi che non ricordo più.

    In entrambi i casi io avrei voluto trovare solo i cataloghi delle Aziende, quelle che, ad essere amiche delle commesse, vengono infilati nelle borse dopo aver fatto qualche acquisto.

    Niente, sembrava impossibile.

    Oggi invece ho scoperto questo sito, e mi sto divertendo da matti !

    Ci sono tonnellate di cataloghi completi delle Aziende più disparate ! Per le agenzie di viaggio, addirittura, ci sono gli introvabili depliant, anche qui, in versione intera !

    Vale la pena farci una curiosata...

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    Vorrei non aver capito bene

    di paginediiaia (27/08/2003 - 09:40)

    Sono dell'idea che alcune cose sia semplice farle.

    E quando una cosa è semplice da fare, spesso conviene farla da se.

    Sono anche convinta che le Istituzioni, come anche certe Organizzazioni, debbano mantenersi quanto più possibile (e se possibile) al di sopra delle parti.

    Ecco perchè mi fa veramente inca**are come una bestia scoprire, di colpo, e per caso, che, in calce alla Newsletter di Palazzo Chigi, a cui sono iscritta, questa riga:

    "In collaborazione con Buongiorno Vitaminic Spa"

    Davvero, mi sembra uno schifo.

    Ma possibile che Palazzo Chigi non potesse mettere in piedi per i fatti suoi una mailing list ? E' la cosa più semplice da fare.

    E possibile che abbia proprio dovuto sponsorizzare la sua Newsletter ?

    Non ci posso credere. Mi fa troppo schifo.

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    Ah, che mani di fata...

    di paginediiaia (26/08/2003 - 15:11)

    E' nata la "piccola" Carlotta, figlia di un'amica di lavoro. Piccola si fa per dire, dato che pesava, alla nascita, 4,2Kg !!!

    Le ho preparato 'sta cosina.



    Perchè un pesce ? Perchè prima di nascere era stata soprannominata "acciughina", per la sua capacità di dimenarsi nel pancione materno...

    [n.b.: per chi fosse interessato, li faccio anche su commissione... metti caso...]

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    Un qualcosa di "mio"...

    di paginediiaia (26/08/2003 - 15:07)

    in senso lato, ovviamente...

    Questo, più cittadino, e poi questo più montano...

    Due posti che mi fanno stare davvero bene

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    Ragionandomi addosso

    di paginediiaia (26/08/2003 - 13:28)

    Leggevo un post di Gattostanco, che ha a che fare con i link.

    Mi è stato fatto notare, qualche tempo fa, che ho pochi link su queste mie pagine.

    Vero, è una scelta. E sono link "vivi", nel senso che, per principio, linko solo chi davvero voglio.

    Mi è stato chiesto (da qualche folle che manco ricordo più chi fosse, e che sicuramente mi aveva scambiato per la Lucarelli sotto effetto di qualche droga sintetica andata a male) di inserire link a blog "nuovi", così, per "dare una mano".

    Signori miei, ma che mano volete che vi dia, un link mio ? E, anche se fosse, no, spiacente.

    Non vi perdete nulla, tanto. Tranquilli.

    A volte metto link, e a volte li tolgo, quando non mi piaccioni più i siti a cui puntano. E' successo più di una volta. Scopro che un blog non mi piace più e zac, via, tolgo il link.

    Anzi, adesso metto a posto il template, che riporta quello di Gat che non funziona.


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    A me piace sempre di più

    di paginediiaia (26/08/2003 - 10:59)

    Come già se ne "discuteva" con Gattostanco, ammetto che anch'io ho avuto un po' di perplessità la prima volta che mi ci sono trovata davanti, ma adesso Will & Grace è diventata una specie di droga...


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    Ma quanto costa ?

    di paginediiaia (26/08/2003 - 09:27)

    Da piccolina i miei mi hanno insegnato a diffidare (fin troppo) degli specchietti per le allodole.

    Quando una qualche raccolta a dispense veniva presentata ai miei occhi come interessantissima, dovevo far attenzione alla fregatura.

    Questa disillusa lezione di vita mi è stata di parecchio utile nel corso di questi anni.

    Ecco perchè, nonostante sia potenzialmente interessata, trovo disgustoso che La Repubblica continui a promuovere, a suon di pagine sull'edizione cartacea, e di pop-up, pop-under e compagnia bella su quella on line, la propria Enciclopedia, senza dire però il costo dei volumi successivi al primo.

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    Rientro...

    di paginediiaia (26/08/2003 - 08:46)

    ...groan...

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    Sensazione strana...

    di paginediiaia (24/08/2003 - 10:47)

    Oggi è l'ultimo giorno di ferie, o di assenza dal lavoro.

    Non so fino a che punto si possano chiamare davvero ferie.

    Una decina di giorni fa osannavo Sonia Grey che, di fronte alle telecamere di Uno Mattina, esclamava quello che, forse, tutti i tele-divi pensano, ma che solo lei ha osato dire: "...e per quanti le ferie rappresentano un periodo di solitudine e tristezza, non preoccupatevi, fra pochi giorni si torna alla normale routine".

    Lìpperlì mi è sembrata un'affermazione bislacca, ma poi mi sono resa conto che andava oltre al solito "...ci siamo noi che vi teniamo compagnia". Era una presa di coscienza, un'affermazione al diritto di star male quando in realtà si deve star bene, si deve partire, si deve fare tutto quello che lungo l'anno non si può fare.

    Ma in realtà ormai mi sa che questo schema-non-schema non esista più (un po' come il concetto tradizionale di famiglia), e che, prima o poi, bisognerà prenderne atto.

    Domani si tornerà al lavoro, ma chi ha i soldi può continuare a considerarsi in ferie lo stesso. Non bisogna aspettare il prossimo agosto per la chiusura della FIAT per andare a farsi il mese nella seconda casa in Liguria.

    Chi può permetterselo, può prendersi il week-end lungo in pieno settembre (o, perchè no, la settimana in ottobre) e sparirsene bellamente per i mercatini di Londra (o il giro dello Yucatan).

    Chi non se lo può permettere, beh, nemmeno ad agosto può.

    Allo stesso modo, perchè aspettare le ferie per andare in discoteca, o farsi fare i massaggi in spiaggia, o tanti altri o ?

    Chi vuole, può starsene fuori tutte le sere, ormai le città sono più strutturate della Riviera Adriatica (giusto non si devono svuotare le scarpe dalla sabbia al rientro a casa) per i divertimenti più vari.

    Chi non vuole, beh, scelta sua.

    Certo, c'è l'assillo della sveglia, cinque giorni la settimana. C'è il problema del collega rompipalle in ufficio. C'è da fare la spesa alle settemmezza di sera, quando i supermercati straboccano di gente.

    Ma non c'è da fingere di essere in ferie, quando non si sente di esserlo...

    A margine di questa riflessione, confesso che mi spiace comunque che queste due settimane stiano per finire. O meglio, in realtà mi è sembrato davvero di essere andata in vacanza nel momento in cui, quattro giorni fa, sono atterrata a Caselle ed ho visto i miei che mi aspettavano fuori dalla porta degli arrivi dell'aeroporto. Si, quello è stato un momento felice.

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    Il valore delle cose ?

    di paginediiaia (24/08/2003 - 10:27)

    Su quello delle case lascio perdere, ne ho già un fegato così per i fatti miei.

    Ma mi indigno a leggere, sull'ultima bolletta Telecom, le seguenti parole:

    Zeroevia
    Dal 20 giugno 2003 il prezzo del servizio Zeroevia è di 24.00 centesimi di euro IVA inclusa, a cui va aggiunto il prezzo normalmente previsto per il tipo di comunicazione svolta.


    Per chi non se lo ricordasse, zeroevia è quell'indispensabile servizio che mette direttamente in comunicazione con un numero cercato col vecchio 12.

    Quindi dovrei pagare occhio e croce 400 delle vecchie lire per non comporre io il numero ?

    Vero è che se sono così pigra da non voler appendere, rialzare e digitare me lo merito pure, di dover pagare, ma mi pare davvero ridicolo.

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    Tango mood

    di paginediiaia (21/08/2003 - 22:52)

    Che ci facevo qua ?

    Questo.

    Spettacolare.

    Nell'ordine, ho imparato:

    • che il tango insegnato da un maestro, per un altro è tutto tranne che tango
    • che ogni maestro pensa che l'unico vero tango sia il suo
    • che è impossibile ballare il tango sentendolo davvero se non si ha un feeling con il proprio cavaliere, per bravo che sia
    • che un maestro ti farà ballare tango anche se hai le gambe di pietra, ma che alla fine, quando ti sarai fermata, ti troverai a chiederti "oddio, ma cos'è che ho fatto ? Come faccio a rifarlo ?"
    • che una coppia di magnifici ballerini può essere una coppia di pessimi maestri (boh, questo vale in generale. Non è detto che chi sa fare, sappia anche insegnare...)
    • che porca miseria che male ai piedi !
    • che il tango è una droga, quando hai iniziato, vorresti non fermarti più
    • che lei è assolutamente grandiosa, come ballerina e come insegnante...

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    Un po' di ferie sono andate

    di paginediiaia (21/08/2003 - 19:17)

    Ora sono a godermi i miei genitori a Torino, ma me ne sono stata una settimana qua.


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    mannaggia al virus...

    di paginediiaia (20/08/2003 - 17:11)

    PC casalingo completamente down per infezioni multiple congiunte e devastanti... Che barba.

    Ridotta a postare dalle postazioni Link di Fiumicino Aeroporto.

    Oddio, non che me l'abbia ordinato il dottore, ma... tanto che ci sono...

    Quest'estate mi sto divertendo a scoprire i vizi e le caratteristiche tipiche del viaggiatore occasionale, quello che va all'aeroporto una volta all'anno, o una in tutta la vita (beh, diciamo due, ritorno compreso). Direi che si possono schematizzare sostanzialmente in:

    • possesso di beauty case. Questo oggetto è quanto di più stupido, inutile e contrario all'ergonomia che si possa immaginare. A naso, direi che se ne accorgono presto anche i possessori, dato che raramente hanno l'aspetto vissuto, questi cosi di tortura. Della serie: dopo il primo viaggio, si abbandonano in soffitta...
      Continuano imperterrite ad usarlo (e quindi se lo portano dietro anche un po' più vissuto), solo le signore che vogliono sfoggiare i completi griffati (della serie: tutto il set di valigie Louis Vuitton, possibilmente finte...).
      Comunque, diffidare da chi gira col beauty, prima o poi inizierà una scena isterica. Almeno, di solito...
    • l'occhio disperato alla ricerca del come si fa a. Di solito, davanti ai banchi del check-in, viene chiesto come si fa il check-in; di fronte ai varchi del controllo, chiedono da dove si passa per imbarcarsi; davanti ai gate, chiedono se è proprio quello il volo loro
    • l'attesa dell'appello: il fatto che il viaggiatore occasionale sia convinto, chissà per quale ragione, che verrà chiamato per nome, e quindi se ne sta tranquillo all'altro capo dell'aeroporto, salvo poi causare ritardi inenarrabili all'imbarco
    • il tentativo d'imbarcare un baule dimensioni cassa da morto come bagaglio a mano, convinti che altrimenti proprio il loro bagaglio prenderà strade esotiche, venendo disperso in giro per il mondo.
    • ai nastri della riconsegna bagagli, l'occhio disperato se non vedono arrivare la loro valigia entro cinque minuti. Ed il lasso di tempo che concedono all'handling non è direttamente proporzionale alla distanza della piazzola in cui sono atterrati dall'aerostazione. Se anche il loro pulmino ci ha impiegato venti minuti, a Fiumicino, per arrivare all'aerostazione, niente, loro comunque pretendono di trovare già il loro bagaglio sul nastro. Forse pensano esista il teletrasporto
    • la fretta, sempre e comunque. Il vacanziero viaggiatore occasionale si distingue forse essenzialmente da questo. Ha fretta, fretta, fretta. E meno male che è in vacanza...

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    Regista coiffeur ?

    di paginediiaia (20/08/2003 - 11:26)

    Premessa: non sopporto di avere i capelli che mi disturbano, anche solo parzialmente, la vista. Divento idrofoba, quando mi succede.

    Fatta la premessa, ieri sera, per disperazione, mi sono trovata a guardare lo sceMeggiato su Rai Due, quello con Elisabetta Gardini.

    Dopo un po' mi sono resa conto che c'era qualcosa che mi disturbava. Ma non riuscivo a capire. Poi, l'illuminazione.

    Quel genio del regista, durante i dialoghi a due, si è inventato l'escamotage di riprendere l'attore che parla da dietro le spalle di quello che ascolta, forse per dare meglio l'idea del colloquio.

    Il problema era che, in certi momenti, l'inquadratura era coperta per più di metà dai capelli dell'attore "ascoltante" !!! Insomma, era come guardare il film da dietro l'orecchio di qualcuno !!!

    Veniva voglia di spostare i capelli da davanti l'obiettivo.

    Regista, ci dia un taglio (ai capelli) !!!

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    Regista coiffeur ?

    di paginediiaia (20/08/2003 - 11:24)

    Premessa: non sopporto di avere i capelli che mi disturbano, anche solo parzialmente, la vista. Divento idrofoba, quando mi succede.

    Fatta la premessa, ieri sera, per disperazione, mi sono trovata a guardare lo sceMeggiato su Rai Due, quello con Elisabetta Gardini.

    Dopo un po' mi sono resa conto che c'era qualcosa che mi disturbava. Ma non riuscivo a capire. Poi, l'illuminazione.

    Quel genio del regista, durante i dialoghi a due, si è inventato l'escamotage di riprendere l'attore che parla da dietro le spalle di quello che ascolta, forse per dare meglio l'idea del colloquio.

    Il problema era che, in certi momenti, l'inquadratura era coperta per più di metà dai capelli dell'attore "ascoltante" !!! Insomma, era come guardare il film da dietro l'orecchio di qualcuno !!!

    Veniva voglia di spostare i capelli da davanti l'obiettivo.

    Regista, ci dia un taglio (ai capelli) !!!

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    Chiuso per ferie

    di paginediiaia (17/08/2003 - 18:08)

    Direi, occhio e croce, ancora per qualche giorno.

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    Per rinfrescar lo spirito...

    di paginediiaia (08/08/2003 - 14:12)

    ...tra una rottura di scatole e l'altra.

    Ultima spiaggia per quanti, come me, non sono ancora in ferie.

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    Scene di viaggio

    di paginediiaia (07/08/2003 - 21:52)

    Risalgono a venerdì pomeriggio, ma ho avuto voglia di scaricarle solo oggi...

    Ecco come risultava il mio tavolino sul treno che mi portava a Torino.

    E questo era il corridoio di fronte a me (ma era uguale anche quello dietro di me...)

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    Eh no, questo è troppo !

    di paginediiaia (07/08/2003 - 21:40)

    Vedo dai referrer che qualcuno è arrivato qui da me cercando le calze di mia suocera !!!

    Ah no, eh... !!! Ora mi indigno, mi tolgo i bigodini e me ne vado !


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    Consigli per le letture

    di paginediiaia (07/08/2003 - 15:33)

    Titolo banale.

    Ma il contenuto del post no. Almeno, spero...

    Tra sabato, domenica e lunedì mi sono divorata L'amante senza fissa dimora, di Fruttero e Lucentini.

    E' uno dei libri più geniali che mi siano capitati davanti negli ultimi anni.

    L'inizio no, proprio non mi andava giù. Lo stile narrativo "a ping pong" (ci sarà sicuramente un termine tecnico corretto, sofisticato e chic per dirlo meglio, ma non m'interessa più di tanto trovarlo) mi stufava.

    Ma poi...

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    Raccolta punti

    di paginediiaia (07/08/2003 - 14:48)

    Al tipo che si è mangiato, in una volta sola, 234 punti della patente, glieli darei di sutura !

    Ma altro che possibilità di recupero, ad uno così sarebbe da bruciare patente, carta d'identità e certificato di esistenza in vita. Che lo voglio vedere se hanno il coraggio di ridargliela, la patente...

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    Ma Castelli non era ingegnere ?

    di paginediiaia (07/08/2003 - 13:39)

    Oddio, è vero che non vuol dire nulla (anch'io lo sono, ma a lui non ci assomiglio per niente), però questa notizia sulla prima pagina del Corriere la trovo SPET-TA-CO-LA-RE !!!

    "NOVITA’ BUROCRATICHE
    Librone da 1 metro e 40 per lo scrivano della Corte
    di GIAN ANTONIO STELLA
    E il calamaio? Niente calamaio? I più spiritosi, negli uffici giudiziari italiani, stanno meditando una lettera al- l'Illustrissimo Messer Guardasigilli: vorrebbero una penna d'oca, una boccetta di nero di seppia e del talco per asciugarlo. Così, scartata la banalità informatica di Windows XP, potrebbero finalmente essere all'altezza dell'ultimo strumento tecnologico che il ministero ha messo in questi giorni a loro disposizione: un registro che, aperto, misura 40 centimetri di altezza per un metro e 40 di larghezza. Degno erede dei ciclopici libri medievali che venivano portati a dorso di mulo.
    ".

    L'articolo continua, in un tripudio di follie paleo-buro-ministeriali. Purtroppo temo che il link sia decisamente poco "perma", ma chi capitasse oggi su questo stesso medesimo post, beh, tre minuti di tempo per leggerselo vale la pena perderli !

    Insomma, su questo librone enorme, denominato 1/A/SG, andrebbero annotati, evidentemente a mano, i soldi anticipati nel corso dei procedimenti di Stato.

    Mi immagino che comodo, che automatico, tirare poi le somme in fase di rendicontazione...

    E quanto mi costa, solo di rilegatura... ?

    No, vabbeh, 'sta notizia è davvero troppo bella...

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    Che, ce l'ha un chinotto ?

    di paginediiaia (07/08/2003 - 12:43)

    Seguendo il flusso delle idee che imperversa in questi caldi e sudati giorni di blog, non posso evitare di esternare la mia passione (?) per il chinotto.

    Questa ha alcuni vantaggi:

    • fa sì che sia sempre la prima ad essere servita al bar dell'ufficio; quando mi vedono arrivare, a distanza di 20m nel corridoio, i solerti baristi iniziano a frugare nelle cellette frigo per cavarci fuori la bottiglietta, prima ancora che debba chiederla
    • mi evita un po' di mal di stomaci da coca cola (ormai ridotta a rango di buona-medicina-da-assumere-solo-in-caso-di-calo-di-pressione
    • col mio coraggio alcuni colleghi hanno fatto outing, ed hanno esternato la loro preferenza per la stessa bevanda. Non ho mai capito che ci sia da vergognarsi a preferire il chinotto
    • non essendo alla spina, nei bar "di passaggio" è praticamente l'unico liquido non annacquato ed a gusto costante
    Al chinotto si affianca, quasi parimerito, il the freddo alla pesca.

    Anzi, lo supera pure, in questi giorni in cui bevo come un'idrovora, e la pancina mia non potrebbe gestire tutto il chinotto (gasato...) che berrei per dissetarmi.

    Il the alla pesca ormai va via, a casa, a dosi di 1l/d (un litro al giorno, vah...).

    Ne ho anche scoperto uno buonerrimo, anche se parecchio caro, ma almeno non fa bruciare lo stomaco, e quindi risparmio in medicamenti vari...

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    A me questi di Sky stanno sempre più qui...

    di paginediiaia (07/08/2003 - 09:30)

    Primo: ho scoperto di non essere l'unica a ritenere insulse le pubblicità di Sky. Ieri, nel blog-tour quotidiano, ho trovato un altro blogger (con cui mi scuso se, ora come ora, non ricordo chi fosse...) che non le apprezza.

    La prima che ho incrociato diceva "Vieni a conoscere i parenti della tua cintura". Ci sono dovuta passare davanti quattro volte prima di capire che si riferiva ai coccodrilli (cintura - coccodrilli... che sottile umorismo) che si intravedevano attraverso il logo in basso a destra.
    Per non parlare di quella del ketchup o l'altra della carta igienica con la mummia.

    Secondo: il fatto che su tutti i giornali ormai vengono evidenziati solo programmi in palinsesto Sky, come dicevo in un post di ieri.

    Terzo: oggi ricevo su un indirizzo di posta elettronica secondario una promozione che arriva da mxwdemo_skytv@tvsky.com. Subito non faccio attenzione, e ci casco. Propone un abbonamento in offerta a 20 euro, come demo, fino a dicembre. Clicco sul link e... parte l'installazione di un dialler, fetente, pure.

    Mi incavolo, e decido di segnalare a Sky di questi simpatici signori. Vado sul sito Sky e... nessuna possibilità di mandare mail !

    Mi pare coerente con quanto segnalato da molti utenti nelle lettere ai giornali in questi giorni; tutti lamentano il fatto che non è possibile, tramite il "call center" Sky, parlare con nessuna "persona", ma che si finisca solo per essere messi in contatto con risponditori automatici.

    Saranno pure scelte commerciali, ma mi sembrano una peggio dell'altra...

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    fornelli all'aperto

    di paginediiaia (06/08/2003 - 14:41)

    O invecchio, o fa davvero caldo.

    Sono andata a giocare al superenalotto (e perchè no ?); i 700m che mi separavano dalla tabaccheria mi sono sembrati 700Km. Manco nel deserto giordano a ferragosto del '97 faceva così caldo.

    La mia cellula grigia si è lessata.

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    Spaghetti mandolino e pacca sul sedere

    di paginediiaia (06/08/2003 - 14:38)

    Pare che il Wahington Post (o almeno un suo redattore, ed il responsabile che gli avrà avallato il pezzo) sia convinto che in Italia la pacca sul sedere sia considerata normale.

    Boh, in 32 anni abbondanti di vita, e con un fisico proponibile, non me n'è mai capitata una, pur avendo usato mezzi pubblici per una vita.

    Non che ci tenga, anzi, preferisco decidere io chi può farlo. E non mi sembra nemmeno una forma "alternativa" di complimento.

    Ma il fatto non è questo. E' che già mi immagino stormi di americanone strabordanti con il deretano proteso in avanti, sul 64 (mitico turisti-bus romano) che si aspettano l'agognata pacca.

    Io, da parte mia, continuo a preferire spaghetti e mandolino, come luoghi comuni. Che almeno non stimolano in me istinti di reazione automatica nefasti...

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    Guarda che ti scopro dai referrer

    di paginediiaia (06/08/2003 - 11:55)

    oltre ad un tot di persone alla ricerca della scemata del lavoro ideale, e ad una persona che cercava la torta delizia (sorry, le torte su questo blog non durano, vengono mangiate appena fuori dal forno...), scopro di essere stata citata qui.

    Che, starò mica diventando un'autorevole fonte ???
    Nahhhh

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    Manco più i delfini staranno in pace

    di paginediiaia (06/08/2003 - 11:30)

    Nell'epifania delle stranezze estive spicca questa, evidenziata dal solito Bernabè:

    Chiamare un delfino
    Presto sarà possibile chiamare un delfino e ascoltare il suo suono se un progetto per registrare conversazioni subacque andrà a buon fine. L'idea è di un gruppo di scienziati irlandesi e di tecnici della Vodaphone, che vogliono installare microfoni subacquei nell'estuario dello Shannon, luogo di stazionamento dei delfini nel corso di tutto l'anno, e consentire di chiamare un numero per cogliere i vocalizzi dei mammiferi marittimi più popolari.


    Fossi nel Sindacato Delfini, farei opposizione !

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    Coincidenza satellitare

    di paginediiaia (06/08/2003 - 08:42)

    A me Murdock sta un po' qua.

    Sarà per questo, sarà perchè c'ho preconcetti, sarà tutta invidia che non ho soldi da buttar via per l'abbonamento, sarà quel che sarà, ma mi fa incavolare il fatto che, da quando c'è Sky, tutti i quotidiani, nei boxini che evidenziano "il meglio" della programmazione televisiva, riportino sempre un film di Sky.

    Prima era raro che ci finissero i film di tele+ o di stream. A volte ci capitavano anche programmi di La7 o di Rete4. Adesso nein, not, nisba. Boh...

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    E di nuovo...

    di paginediiaia (03/08/2003 - 16:53)

    Dopo l'uscita sulle coppie gay, 'stavolta tocca agli ogm.

    Nessuno sa ancora se fanno male o no, ma per il Vaticano sono cosa buona e giusta.

    Va beh che hanno informatori speciali, loro, ma mi chiedo come possano affermare con tutta 'sta sicurezza che vadano bene.

    Personalmente l'idea di mangiare roba che è stata manipolata, e che ancora per decenni non si saprà se davvero è innocua o no, ecco, a me proprio non va.

    Come sempre, mia modestissima e personalissima opinione

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    Sorrisi maturi

    di paginediiaia (01/08/2003 - 13:47)

    Pare che Le Velone faccia parlare, anche all'estero.

    Il Vaticano lo condanna (vè che novità), ad altri piace.

    Io ammetto che subito, appena sentito che era stato messo in programmazione, avevo provato disgusto. Mi sembrava una mercificazione della vecchiaia.

    Invece poi mi sono dovuta ricredere. E non mi vergogno a dire che vedere quelle signore, che cantano, ballano, ridono, fanno battute e giocano sul loro aspetto fisico mi fa star bene e mi fa credere nella possibilità di un futuro sereno.

    Magari sono ingenua, ma ci sono programmi ben peggiori. Se una signora di 70 anni ha voglia, messi a letto nipoti, figli e spreparato tavola, di andare a fare quattro salti su un palco, ne ha tutti i diritti del mondo.

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    Archivio Agosto 2003