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    Archivio Settembre 2003

    Il bisogno aguzza l'ingegno

    di paginediiaia (30/09/2003 - 16:02)

    Questo è l'accrocchio anti-blackout che mi ero inventata per far funzionare il telefonino durante le 13 ore senza corrente.

    Qui lo si vede nella modalità "appesa", ma giravo per casa indossando il tutto, col caricabatteria a manovella pronto ad essere utilizzato non appena ricevevo una telefonata.

    Faceva l'abbinata con un vecchio walkman a batteria riesumato per pura fortuna dal comodino...

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    "Care amiche" a chi ?

    di paginediiaia (30/09/2003 - 13:20)

    Io non sono sua amica.

    Quindi ieri sera non stava parlando con me.

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    E basta...

    di paginediiaia (29/09/2003 - 14:23)

    e basta con 'sta storia che bisogna fare altre centrali !

    Se fosse vero, la corrente mancherebbe un martedì lavorativo alle 11, o un giovedì alle 15. Non di certo alle 3.20 della notte tra il sabato e la domenica.

    E' che ci costa di meno comprare la corrente dalla Francia, che la fa con le centrali nucleari che confinano anche con l'Italia, e che ha la produzione costante nel corso di tutta la giornata.

    Però in questi giorni ho dichiarato zona di non tolleranza i telegiornali. Ne ho già avuto abbastanza di ricerca dei colpevoli, di analisi delle foglie dell'albero colpevole, di ricerca dei casi umani (4 bambine 4 nate durante il black-out. E dov'è il fatto eccezionale ? Forse il fatto che fossero solo 4 nel giro di 12 ore...).

    Stop, fine dell'interesse del black out. E poi... mi fa ancora rabbia aver dovuto buttar via 4 vaschette di gelato. Sgrunt.

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    Colonna sonora notturna

    di paginediiaia (25/09/2003 - 12:45)

    Sono due notti che mi addormento ascoltando Swing when you're winning. E sto bene...

    L'unico problema è la folle voglia di ballare i magnifici fox trot che arrivano fin nelle mie gambe. Si, ballo il fox trot, anzi, lo ballavo, è anni che non lo faccio più e mi spiace da matti, perchè è bello, bello, bellissimo...

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    Wow !!!

    di paginediiaia (25/09/2003 - 12:32)

    Sorpresa ! Questa non me l'aspettavo !

    Giro di boa era stato annunciato con mesi di anticipo, creando in me un'impazienza da guinnes dei primati.

    Ed invece 'stavolta sono stata fregata ! Domani esce il nuovo libro di Camilleri, La presa di Macallè. Ed io non ne avevo sentito assolutamente parlare... Meno male...

    Sabato, acquisto garantito. Sperando di non rimanerci male come con l'ultimo...

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    Non vedo l'ora di vederlo

    di paginediiaia (25/09/2003 - 09:45)

    Appuntamento a Belleville.

    Poi magari è 'na ciofeca, ma così, su due piedi, mi incuriosisce.

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    Definitivamente

    di paginediiaia (24/09/2003 - 17:53)

    Ho definitivamente deciso quale sia la più brutta, insopportabile, fastidiosa suoneria del decennio: è quella specie di ja sei namorar hip hop ad ultrasuoni che il collega dell'ufficio di fronte al mio ha scaricato e che mi sta appestando le sinapsi superstiti da oggi pomeriggio.

    Se almeno la tenesse ad un volume minore di quello da audioleso che ha ora, forse potrei anche sopportarla.

    Ma così, no davvero.

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    Nemmeno a Zelig

    di paginediiaia (24/09/2003 - 16:16)

    L'ultima uscita del Cavaliere mi lascia senza parole.

    Veramente sto finendo anche le parolacce.

    Berlusconi: investite in Italia, ci sono pochi comunisti

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    Pensandoci prima

    di paginediiaia (24/09/2003 - 11:36)

    'Sta cosa delle pensioni mi ruga un po'.

    Ho come la nettissima sensazione che, ammesso ci arrivi, io la pensione non la vedrò nemmeno col binocolo.

    Ho anche la sensazione che, non potendo mettere via manco un misero euretto a fine mese, dato che da tre anni a questa parte a fine anno scopro che intacco sempre più i miseri guadagni che ero riuscita a mettere da parte nei primi 6 anni di lavoro, finisce che sarò veramente mal presa.

    Ho anche un'altra sensazione ancora: che di questo non gliene freghi niente a nessuno. Anche perchè quelli che potrebbero fare qualcosa sono ORA sull'orlo della pensione, e non hanno minimamente interesse a che le cose cambino...

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    La forza nelle dita

    di paginediiaia (23/09/2003 - 18:54)

    Attenzione: il post che segue è di pura fuffa tecnologica, certificata da un'ingegnere (la scrivente).

    Mi hanno cambiato tutto il PC a giugno.

    Me ne hanno dato uno carinissimo (massì, dai, sono femminuccia, lasciate che eviti di descriverne le prodezze tecnologiche, tanto sono tutti uguali...).

    E' elegante, tutto nero, col suo schermo piatto che sembra una cornice portafoto.

    La tastiera fin da subito mi ha fatto piangere dalla gioia, finalmente per premere un tasto non dovevo usare il martello pneumatico né sentire il PLUF PLUF tipo stappa-la-bottiglia-di-vino-che-si-mangia che faceva quella precedente.

    Ma... dico ma... dopo soli due mesi e mezzo mi si sta cancellando la tastiera.

    Gran parte di quello che scrivo lo faccio senza guardare dove sono i tasti, ma comunque mi irrita aver visto scomparire, di giorno in giorno, come fossero stati scritti con l'inchiostro simpatico, nell'ordine:

    • il . ed il :
    • il ; e la ,
    • la m, che ormai si legge solo più per metà
    • la n, ridotta ad un'incomprensibile runa celtica
    • la c, indistinguibile da un accento circumflesso con la cifosi
    Ora mi chiedo: considerato che non penso di secernere sudore muriatico dai polpastrelli delle mie ditina, ma come cavolo sono state stampate le lettere su 'stacciderba di tastiera ???

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    Un po' troppo ?

    di paginediiaia (23/09/2003 - 14:52)

    Ieri pomeriggio scopro che sarebbe ripartito E.R.

    Ergo, progetto adeguata seratina: bibitone freddo ai piedi del divano, copertina (si, inizia ad essere fresco, di sera) e via...

    Ma, al taglio netto del braccio di Romano, mi rendo conto che, forse, se l'anno scorso avevo smesso di guardarlo, un motivo c'era.

    All'inizio delle disgrazie totalitarie (l'incidente di carter e la sua dipendenza dagli antidolorifici, la morte di Ciccio e compagnia bella), mi ero un po' stufata di seguirlo. Era sempre più drammatico.

    Ieri, poi, ho deciso che è andato oltre quello che per me è il confine del sopportabile.

    L'amputazione di Romano, la tipa che "perde" il paziente sull'ascensore, la ragazzina che muore, la vedova di Ciccio che scappa di nuovo dall'Inghilterra, dov'è discriminata ed incompresa, per tornare ad esserlo in America, il giovane medico nero che rianima un infartuato portandolo però a vegetare, ed obbligando la moglie a passare da carnefice verso i figli, insomma... ce n'è abbastanza per pensare che non sia un intrattenimento di quelli che preferisco.

    Indubbiamente la realtà è anche peggio, potrebbe obiettare Gat o quanti operano tutti i giorni con i drammi che passano dagli ospedali, ed io provo grande ammirazione per queste persone.

    Ma che io, per trascorrere una serata, debba sorbirmi una dose non strettamente necessaria di disperazioni montati come un continuo di disgrazie, beh, no, forse non è proprio il caso...

    Arrivederci, E.R. Se in un futuro scoprirò, facendo zapping, che sei tornato ad un equilibrio tra dramma, realtà e racconto di vita e non solo di disgrazie, tornerò a seguirti.

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    Un incubo

    di paginediiaia (22/09/2003 - 18:24)

    Tornare in ufficio dopo una settimana e trovare questo

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    Zichichi nuovo testimonial per 3

    di paginediiaia (22/09/2003 - 13:38)

    la TIM, di risposta, si sta orientando su Nonna Papera

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    Continuo ad esserne convinta

    di paginediiaia (20/09/2003 - 20:54)

    Continuo ad esserne convinta: il Museo del Cinema è uno dei luoghi di cui noi torinesi dovremmo andare più fieri.

    Oggi sono stata qui, al Ciak Café, e sono rimasta a bocca aperta (anzi, l'ho richiusa per masticare la magnifica fettona di torta al cioccolato che mi ci sono scofanata con gusto).

    Chiunque passi da Torino ha l'obbligo morale di visitare il Museo del Cinema e di fermarsi a prendere anche solo un caffè in questo locale. O almeno... a consultarne il menù... Provare per credere... Non ne avevo mai visti di simili in giro

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    Darei qualsiasi cosa...

    di paginediiaia (20/09/2003 - 10:02)

    Darei qualsiasi cosa per qualche giorno di serenità.

    Per poter pensare "ora sto davvero bene" senza iniziare subito dopo ad aspettarmi la mazzata compensativa.

    Sto notando un inasprirsi della durezza della vita. Se, ipotesi teorica, ora fossi serena, diciamo ad un certo livello, potrei essere sicura che fra un po', manco troppo, avrei una butta dura in testa, tanto più dura quanto più alto era il livello della serenità di prima.

    Esempio pratico: alle ore 10 di oggi sarò serena per un fattore 5 in una scala da 1 a 10. Perfetto, sarebbe già qualcosa, non fosse che sarebbe praticamente certo che alle ore 10.30-10.40 massimo avrei una brutta sorpresa, una presa di coscienza, una rivelazione di spessore 15 in una scala da 1 a 10. Si, 15.

    Se invece, sempre alle 10, il livello di serenità raggiungesse, non so, metti caso il 7, o addirittura l'8, beh, sarebbe la fine. Alle 10.20, massimo 10.25 la mazzata sarebbe d'intensità 17 o 18, sempre in scala da 1 a 10.

    Io, nata ottimista, inizio a temere come la peste i momenti di tranquillità. Preferisco quelli di dolore basso, che almeno, pur nella sofferenza, sono gestibili con meno dispendio di passione.

    La poca serenità che mi capita ogni tanto, la pago poi con interessi usurai.

    In alcuni mail che mi sono arrivati nel periodo in cui mi ero ri-allontanata da queste pagine più di un amico (non saprei come definire diversamente persone che non ti conoscono ma che sentono la tua mancanza, che si preoccupano per te, che ti fanno coraggio via mail in un momento difficile. Si, sono indubbiamente amici) ha fatto notare che negli ultimi tempi mi sono inasprita. Si, vero. Subito sarei anche portata ad aggiungere "e me ne spiace", ma poi, ripensandoci, no, non me ne spiace per niente.

    La vita in questo periodo (tre anni) non è per niente gentile con me. Anzi, direi che mi sto sorbendo una dose di sofferenze che è ben oltre quello che potrei sopportare. O meglio, ho avuto momenti di grande felicità, bellissimi, ma che mi vengono fatti ripagare ora in modi incomprensibili.

    Ciononostante mi sento dire da tutti "Ah, beata te che non hai problemi", "Ah, tu si che sei fortunata, mica come me che ho da pagare le rate della macchina" [io non ce le ho da pagare perchè non me la posso permettere nemmeno a rate, e giro con la macchina in sfacelo che mi vergogno a metterla nel parcheggio dell'ufficio, e che non so se arrivo sana e salva all'aeroporto prendendo l'autostrada], "Ciao Iaia, come stai ? Problemi ? Ah, ma non sai i miei... Aspetta che ti racconto" [e segue telefonata di un'ora per vomitarmi addosso tutti i problemi dell'amica di turno, che però quando avrei bisogno di sfogarmi io è impegnata, è su un'altra linea, ha amici a cena, sta facendo la Parigi Dakar o quant'altro].

    Insomma, mi sono rotta le balle. Si, mi sono incattivita, ancora di più. E così sia. Tanto, non è che se sono meno incattivita le cose girano meglio. Anzi, cornuta e mazziata. Almeno, così, inasprita, incattivita, la gente mi sta distante.

    Adesso come adesso, posso dire meglio così. Da sola il male non me lo faccio ancora. Sono gli altri a portarmelo. Se sto lontana da tutte le potenziali fonti di dolore, perfetto, riduco la probabilità di peggiorare la mia situazione.

    Gli amici si vedono solo nel momento del loro bisogno.

    Vero, forse non sono amici veri (Peter, no, tu sei fuori, tu sei super, tu sei oltre, e lo dico col cuore in mano, ma siamo distanti, un tuo abbraccio mi farebbe dimenticare tutto).

    Si, mi sono incattivita, mi sono inasprita, mi sto allontanando dal mondo. Non me ne frega più niente di quello che si pensa di me. Sopravviverò nel mio microcosmo.

    Fine delle confessioni telefoniche delle finte amiche piene di problemi, almeno finché loro non si renderanno conto che di problemi ne ho anch'io, e mi chiameranno (si, pretendo di essere pure chiamata) e staranno a sentirmi per più di 4 parole di fila senza spararmi addosso un "sapessi io...".

    Fine della sopportazione delle frasi "ma dai, ma pensa a chi ha più problemi di te". Signori Padri Teresi di Calcutti che pensate che quell'osservazione sia utile, usatela come supposta. No, io sono stufa di pensare a chi ha più problemi di me. Tanto a loro non li risolvo. Io mi guardo i miei, come avrei dovuto fare già prima. Stop. Sono anche egoista, oltre inasprita ed incattivita ? Wow, davvero ? Vuol dire che ce la sto facendo ? Magari... Si, voglio diventare egoista. Perchè a non esserlo si sta solo male. Come ? Se divento egoista poi sono sola ? Si ? E che cambia rispetto adesso ? No, basta, voglio diventare egoista.

    Al mondo non gliene fregherà proprio niente, ma quella che ero prima non esiste più.

    Pregasi esimersi da commenti buonisti. D'altronde, sono inasprita, incattivita, ed anche egoista.

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    Venti minuti piacevoli

    di paginediiaia (19/09/2003 - 16:54)

    Ieri sera in treno ho letto Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano.

    Iniziato e finito tra Magenta e Novara.

    Non ho visto il film, per il momento, ma la scrittura è così coinvolgente che me ne sono vista scorrere uno tutto mio davanti gli occhi.

    C'era Omar Sharif, si, perchè in effetti il Monsieur Ibrahim del libro è indubbiamente lui. Ma il resto era mio. Bello, bellissimo.

    Mi ha fatto stare bene, mi ha fatto pensare. E mi ha fatto sorridere.

    Non ho preclusioni, magari andrò anche a vederne il film.

    Tanto, quello vero, è quello che ho visto io ieri sera, tra Magenta e Novara...

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    (quasi) rientrata

    di paginediiaia (19/09/2003 - 16:44)

    Eccomi di nuovo ferma per qualche giorno, almeno fino domenica sera.

    A Torino, per il compleanno di papà.

    E' stato un giro lungo ma positivo, almeno per gli aspetti lavorativi...

    Al rientro, per rimanere in tema di viaggio, facendo un giro sul web dopo un po' di sana, e non patita, astinenza, scopro un sito dove danno indicazioni sull'abbigliamento giusto per le varie occasioni.

    In particolare, scopro i suggerimenti per chi deve volare.

    Concordo sui jeans stretti, che peraltro trovo scomodi anche da fermi in piedi, figuriamoci seduti su un aereo, mi spiace per il cappello, non tanto perchè io lo indossi, ma perchè avrei sempre avuto voglia di giocare a canestro con le palline di carta nel cappello di quello seduto davanti, ma non ne ho mai visto uno...

    Concordo anche sui pantaloncini, ed aggiungerei le canottine trendy che lasciano l'ombelichino scoperto, che sono segnali inequivocabili di vacanzieri inesperti, e futuri broncopolmonitici (date le temperature dell'aria condizionata a cui si vola).

    Ma mi sconcerta leggere le motivazioni indicate:

    "Not all these items are on the list for comfort or fashion victim reasons--what you wear or don't wear on plane could mean avoiding serious injury or possibly even death.
    If there's a crash and the plane catches fire, items made of flammable synthetics can kill you.
    Pantyhose is especially dangerous, as the fibers will melt in a fire and stick to your skin. Anything that hampers movement (e.g., a long, full skirt or high heels) could mean the difference between getting to safety and not.
    "

    Ora, è vero mai dire mai, ma in tanti voli che ho fatto, non mi è mai capitato di andare a fuoco, e penso di potermi permettere con discreta confidenza che sia decisamente improbabile che io muoia in un incidente aereo, nonostante la frequenza con cui volo.

    Detto questo, ritengo del tutto idiota che io non mi debba mettere i collant, soprattutto considerato il freddo becco che fa sugli aerei, perchè esiste una remotissima probabilità di incappare in un incidente aereo.

    Per i tacchi alti, le motivazioni possono essere altre, per esempio che salire coi tacchi alti (e magari la valigetta o la cabin in mano) su una scaletta ondeggiante di aereo, compressa tra un panzone davanti a te ed una mamma ansiosa dietro, con pargolo in braccio, che spinge perchè pensa di essere all'arrembaggio di una corriera, è operazione degna dei migliori funamboli del Cirque du Soleil. Ma questo è l'unico motivo serio...

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    A chiudere le valigie

    di paginediiaia (15/09/2003 - 12:54)

    Sparirò di nuovo per un po', ma 'stavolta per lavoro.

    Una settimana fuori, una valigia che è sempre più un macigno.

    La mezza stagione esiste, eccome, ed è la dannazione di chi cerca di viaggiare leggero.

    Mi sposterò lungo tutta l'Italia, impegni di giorni e di sera. Ergo: una tonnellata di vestiti (leggerino da lavoro in ufficio, pesantuccio per la stessa occasione, da sera leggero e da sera con le maniche lunghe. Più il doppione in caso di macchie).

    Mah...

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    Grazie

    di paginediiaia (15/09/2003 - 12:22)

    Peter, Gatto, Panbagnato, Isocrazia, Achille, Elena, tutti.

    Grazie.

    Sono qua. Un po' saccagnata, ma sono qua.

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    Sto male, di testa, di cuore

    di paginediiaia (08/09/2003 - 18:43)

    Fine.

    Non è un periodo. Ormai è la normalità.

    Che peggiora. Sempre.

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    Piove

    di paginediiaia (08/09/2003 - 08:14)

    Dalle 6 di 'stamattina.

    Il clima è surreale; quasi sempre lo è, a Roma, quando piove.

    Oggi c'è qualcosa di ancora più forte, di strano.

    Sarà che è da tanto che si faceva aspettare, questa pioggia. O forse che bisogna fare di nuovo i conti sul serio col rientro.

    Roma si blocca, quando piove. Sono sgattaiolata fuori casa prima che lo facessero tutti, non mi andava di trovarmi imbottigliata negli ingorghi causati da chi non vuol farsene una ragione, che la pioggia è un evento naturale.

    Dalla mia finestra ora vedo i tetti dell'Eur che sembrano ancora dormire, sotto una cappa quasi nera. Ed ogni tanto un lampo.

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    Corto circuiti cerebrali

    di paginediiaia (05/09/2003 - 11:25)

    Incredibile, prima, al bar, in un momento di abbiocco totale, non so seguendo quale filo (il)logico dei pensieri, mi è tornato alla mente il soldato Beetley Bailey, una mia passione di quando ero piccina.

    Torno in ufficio, vado su La Repubblica, per scoprire cos'è successo mentre ero in agenzia viaggi, leggo l'articolo dove si parla delle aste del Ministero della Difesa americana, vado sul loro sito e... in fondo si parla di lui...

    Coincidenze incredibili !

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    si riparte...

    di paginediiaia (05/09/2003 - 10:38)

    Niente, è ora di tirare di nuovo fuori il mio bagaglio a mano, iniziano di nuovo le trasferte.

    Il peso è ancora poco, gli abiti leggeri (anche se più "a rischio macchia", quindi, aumenta il numero di capi, ma si rimane sempre sotto i pesi invernali).

    Ciabattine già al loro posto, beauty duplicato sempre lì, fatto l'inventario e risulta tutto ok.

    Ed ora il biglietto.

    Vado sul sito Alitalia per vedermi gli orari, riducendo così la durata della telefonata alla nostra agenzia viaggi interna al minimo indispensabile (mica per altro, è che la nostra agente, pur essendo raro esempio di vera efficienza, è anche lamentosissima ed incazzosissima, quindi meno le si parla, meglio il proprio ego sta). Poche alternative, dove vado con Air One non posso arrivarci alle ore che mi sarebbero comode.

    Dicevo, arrivo sul sito, già pronta all'ennesima "revisione grafica". Ed infatti non trovo il link agli orari (guai a compilare il form che compare bello bello in mezzo alla home. A differenza di quanto si sarebbe portati ad immaginare, non conduce all'orario dei voli richiesti, ma alla loro prenotazione... lunga come la Quaresima, peraltro).

    Poi, in basso, trovo il link, con l'invito
    consulta in maniera rapida ed efficace gli orari di tutti i voli Alitalia

    Ora, io lo farei pure, di consultare in maniera rapida ed efficace l'orario, anzi, sarebbe il mio scopo. Se volessi consultarlo alla cavolo, potrei usare l'orario cartaceo di due anni fa, cercando l'aeroporto a caso. Si, potrebbe essere un modo.

    Ma io sono sul sito con questa speranza, di consultarlo in maniera rapida, e, financo, efficace.

    Ma mi si presenta subito un problema:

    • all'apertura del form d'interrogazione mi chiedono due date. Presumo sia una per l'andata ed una per il ritorno, com'è sempre stato sul sito Alitalia, e come sarebbe ovvio immaginare. E' probabile che quando uno parte, nel 70% dei casi pensi anche di tornare. Oddio, non è sempre così, ma diciamo che è la maggioranza dei casi.
      No, quello è il "range" di ricerca. Mah...
      Quindi, finito di vedere l'andata, clicco speranzosa su fai un'altra ricerca immaginando, me illusa, che il form rimanga precompilato sulla tratta di ritorno, o, per lo meno, che mantenga i dati che avevo messo prima (per ottimizzare l'inserimento delle date). Niente. Da capo.
    • mi chiedo: se le due date rappresentano il range di ricerca per lo stesso volo, perchè non fare in modo che la data ultima non sia già di default uguale o posteriore a quella di prima partenza ? Niente, bisogna smandruppare a mano sui campi di giorno e mese 'n'artravorta...
    • abbiamo appurato che efficiente non è. Sul rapido, nisba, niet, rien. Per avere un orario, ora, 10.20 del mattino, ci ho impiegato una quantità di tempo ridicola. Che siano tutti appollaiti sul loro server a fare ricerche su ricerche su ricerche ?
    • a che serve, nella pagina di consultazione dell'orario, mettere un mini-form per interrogare il sistema partendo dal numero di volo e dal mese ? Sfido chiunque a ricordare il numero del proprio volo
    Basta, vado a prendermi la razione di randellate dall'agente di viaggio, con il supplemento rientro-dalle-ferie e la disperazione del fatto che devo prenotare ben due, dico due, voli...

    Spero di uscirne viva

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    Mi ci appiccico

    di paginediiaia (05/09/2003 - 10:14)

    Questo sito non è affatto male.

    Speriamo non sbarelli come ha fatto Brontolo

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    Ultime cose...

    di paginediiaia (05/09/2003 - 08:59)

    Trovo su Gattostanco e non posso fare a meno di ribattere (si, Gatto, mi sa che non eri proprio nel target, ma hai fatto bene a lasciare tutte le domande ;) ):

    • Ultima sigaretta: uguale alla prima, mai fumato in vita mia. Quando ero piccola piccola ho provato ad avvicinare alle labbra un mozzicone di mio padre (bleah, a ripensarci), ma il senso di schifo lo ricordo ancora ora
    • Ultimo bacio: bello
    • Ultimo buon pianto: a luglio, in un momento particolarmente felice
    • Ultimo di biblioteca restituito: era un Conan, a Torino, in quella di V. Monte Ortigara. Che delizia, chissà se esiste ancora
    • Ultimo film visto: 'na chiavica: Ocean's Eleven, affittato ieri, allettata dalla presenza di George (Clooney) e di Andy (Garcia). Guardare le loro foto su un giornale sarebbe stato più coinvolgente
    • Ultimo libro letto: Three hands in a fountain. Boh
    • Ultima parolaccia: "'Sto str~nz~"
    • Ultima bibita bevuta: chinotto d'ordinanza, ieri a pranzo
    • Ultimo cibo consumato: due Kinder Brios, a colazione
    • Ultima cotta: risponderò soltanto in presenza del mio avvocato
    • Ultima telefonata: Papy
    • Ultimo programma Tv guardato: Will & Grace
    • Ultima doccia fatta: tre quarti d'ora fa
    • Ultime scarpe indossate: sandali beige col tacco, che ho ora
    • Ultimo cd ascoltato: Robbie Williams, "Swing when you're winning", troppo caruccio
    • Ultimo oggetto comprato: ? troppo presto per il mio neurone. In questo momento non ricordo.
    • Ultimo download: le fix di Windows (porc...)
    • Ultima seccatura: l'idea di uscire 'stasera. Non ne ho proprio voglia ma mi sa che non posso di nuovo dire di no
    • Ultima delusione: il capo che sembra abbia iniziato oggi ad occuparsi di un tema di cui dovrebbe sapere per lo meno tutto
    • Ultima cosa scritta: questa
    • Ultimo pulsate usato: interruttore delle luci dell'ingresso (ma che domanda è ?)
    • Ultima dormita: sarebbe stata più lunga, se quella deficie#@e sotto casa non avesse di nuovo iniziato a svegliarsi alle 6.30 lanciando le sedie da una parte all'altra della stanza
    • Ultima fantasia sessuale: dov'è l'avvocato di prima ? Passiamo alla prossima
    • Ultimo strano incontro: il collega strano, quello che mi guarda con un occhio tra il triste, l'addormentato, il rincoglio&%o, il perplesso e il terrore, al bar, ieri.
    • Ultimo gelato mangiato: affogato al cioccolato GS
    • Ultimo momento felice: arrivata a Torino, vedere i miei che mi aspettano in aeroporto, e sapere che sarei stata con loro qualche giorno in più, noi soli
    • Ultima volta che hai desiderato di morire: magari in uno dei momenti di tristezza apocalittica, ma di solito è un desiderio che non mi appartiene
    • Ultima volta che ti sei innamorato/a: due anni fa
    • Ultima volta che sei stata abbracciato/a: un mesetto fa
    • Ultima volta che sei stata sgridato/a: uh, manco me lo ricordo più. Io mi sgrido spesso, mi dò della cretina, ma non penso sia questo il senso della domanda
    • Ultima sedia in cui ti sei seduto/a: odio scrivere al PC in piedi. Ergo, la sedia è questa
    • Ultimo rossetto usato: la porcata della Rimmel che ho ora. E' che ho finito il mio preferito, della linea Manifesto, numero 5, e non lo trovo da nessuna parte
    • Ultima biancheria intima indossata: reggiseno molto "basic" della Intimissimi, slippini coordinati (è una fissa mia), ed oggi ho la sottoveste (meno male che l'ho messa, che 'stamattina si gelava). Il tutto bianco
    • Ultimo reggiseno indossato: vedi sopra
    • Ultima maglietta indossata: bianca, scollo a V, ieri
    • Ultima volta che hai ballato: a Catania, il mio stage di tango, finito il 17 agosto
    • Ultimo sito visitato: La Repubblica

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    Io mi fido

    di paginediiaia (05/09/2003 - 07:59)

    Mi fido dei giuidici, e non penso siano tutti pazzi. Magari qualcuno tanto tanto normale non è, ma in fondo anche i giudici sono persone, con i loro pregi ed i loro difetti.

    Ce ne sarà anche qualcuno non del tutto irreprensibile, per lo stesso motivo. un fatto statistico.

    Sicuramente non mi fido delle generalizzazioni.

    Come dire tutti i Presidenti del Consiglio sono pazzi. Come si fa ad affermare, così ?

    Va bè, iniziamo la giornata, vah...

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    Impressione sulla pressione

    di paginediiaia (04/09/2003 - 14:17)

    Da anni non dormivo tanto come 'stanotte. Dalle 21.30 alle 7.15, e quasi non sentivo la sveglia.

    Alzata, ci ho impiegato fino alle dieciemmezza a capire come mi chiamo. E non sono certa di saperlo con precisione neppure ora.

    Suppongo di avere la pressione a 50 di minima e 51 di massima, o poco più.

    Colpa del cambio di pressione, e del fatto che in ufficio ieri hanno messo a posto l'aria condizionata e sono rimasta tutto il giorno a temperatura frigorifero.

    Mi sembra di avere la testa indipendente, che segue le cose sue, col neurone in sciopero, ed il corpo di tungsteno.

    Penso che oggi il mio tasso di produttività sia vicino al -2, in una scala da 0 a 10, dove 0 è il minimo.


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    Scuole private con lo sconto

    di paginediiaia (03/09/2003 - 09:23)

    Le elementari le ho fatte in una scuola pubblica.

    Le medie in una privata. Uno dei periodi più brutti della mia vita. Corruzione, zero trasparenza, gente snob, difficoltà ad integrarsi "nel giro", ad essere considerati come gli altri.

    Le superiori in una scuola pubblica. La formazione che ho ottenuto in quell'Istituo Tecnico Industriale mi ha consentito di vivere di rendita i primi due anni di Politecnico (a Torino, che non è dei più semplici).

    Conclusioni di Iaia (mie, personalissime): quando,se,sperando avrò un figlio, mai e poi mai lo manderò in una scuola privata.

    Ma la cosa che mi fa arrabbiare ancor più del fatto che i soldi che vengono destinati alle famiglie che scelgono la privata vengono tolti al miglioramento della pubblica è che per gli asili non è previsto nessun incentivo.

    Proprio per l'unico ordine che avrebbe senso aiutare, dato che spesso è un ripiego obbligatorio delle famiglie con due genitori che lavorano.

    Che schifo. Sempre in mia personalissima opinione

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    La nuova Panda

    di paginediiaia (02/09/2003 - 14:19)

    La vecchia Panda era davvero una "macchina in jeans". Sbarazzina, senza troppe pretese, ad un prezzo accettabile.

    La vecchia Panda di Iaia ha 14 anni, e sembra nata ieri (magari dovrei darle una lavata).

    La nuova Panda, nella versione base, costa 7.950 euro. Il prezzo lo deve avere pensato un venditore di angurie, perchè potevano, per correttezza intellettuale, scrivere 8.000, che era lo stesso.

    In pratica, sono un po' più di 15 milioni.

    La vecchia Panda costava 2/3 di quella cifra. Nella versione base, forse, anche meno.

    La nuova Panda, a parte il nome, non ha niente dello spirito della vecchia. E' un'altra macchina, e, sicuramente, ha un altro target.

    Dovrebbe sostituire la Seicento e, per l'appunto, la vecchia Panda.

    Ma ne siamo davvero sicuri ?

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    Ho deciso

    di paginediiaia (02/09/2003 - 11:51)

    Si, ho deciso. E mi sa di aver preso la decisione giusta.

    Niente di epocale, ma riguarda l'Enciclopedia di Repubblica.

    Ieri, durante la pausa pranzo me la sono sfogliata per bene. E ci ho pensato su.

    L'ho aperta, gironzolando tra le pagine, annusandole, cercando lo scricchiolio della rilegatura (si, sono un po' feticista della carta), accarezzandone la copertina (finalmente Repubblica ha deciso di lasciar perdere quella simil-vellutina dei poveri che usa per le altre edizioni).

    Poi... un segnale debole, una cosa che mi ha colpito, forse più del necessario: la "firma", al termine delle singole voci. A quasi ogni voce corrisponde un "responsabile". Ma che è ? No, non mi piace proprio.

    E chi sono quei tipi che si sono occupati dell'informatica ? NO. Non ci siamo proprio.

    Poi mi sono resa conto di un'altra cosa: se avessi iniziato a raccogliere l'enciclopedia, lo avrei fatto pensando ad un futuro mio pargolino. Ma, considerato che devo ancora trovare la metà con cui farlo, che deve ancora nascere, deve ancora iniziare le elementari, ... insomma, alla fine mi sarei trovata, fra un 7-9 anni, con un'Enciclopedia presa in edicola, vecchia di un decennio...

    Risultato ? No, grazie. Metto via per 20 settimane 10 euro (che poi è, secondo me, una cifra più sensata per quei volumozzi), e quello che avrò messo da parte lo vincolo, e ci comprerò, nel futuro, una qualche forma enciclopedica più aggiornata.

    Deciso. Fine.

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    Poniamo freno alla fantasia !

    di paginediiaia (01/09/2003 - 18:00)

    Da Bernabè di oggi:
    "Firma elettronica
    Secondo un articolo apparso sul sito della BBC, scienziati del Queen Mary, University of London, guidati da Peter McOwan, hanno sviluppato un software per identificare il modo esclusivo in cui ciascuno usa il mouse. Questa forma di identificazione o di perizia calligrafica digitale potrebbe consentire in futuro l'uso del mouse anziché di una penna per firmare documenti on line, in quanto in grado di verificare l'identità di una persona che via web afferma di voler effettuare una transazione o di voler dichiarare fomalmente qualcosa. Il software sarà affidabile una volta che avrà ottenuto 20 esempi di come un individuo firma con il mouse, al fine di riconoscerne i tratti peculiari. L'inventore del software lo ha definito una altro test biometrico.
    "

    Più che biometrico, a me sembra schizofrenico.

    Il mio rapporto col mouse è simile a quello tra Bush e Saddam. A parte che a volte mi confondo e afferro telefonini, telecomandi e compagnia bella, e poi mi inca**o che non funziona il mouse, a parte che spesso devo mettermi a pulirlo, e scopro che la pallina assorbe lo sporco più dei sacchetti degli aspirapolvere, a parte tutto, a me me pare na...

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    e non me ne vergogno

    di paginediiaia (01/09/2003 - 13:54)

    Sabato, sapendo di non trovare niente in TV, mi sono affittata L'era glaciale.

    Troppo carino ! So che coloro che si credono critici potranno giudicare dissennato questa mia opinione, ma chi se ne frega !

    Mi è piaciuto da matti, mi ha fatto divertire e... il bradipo è troooppo scemo !

    N.B.: il roditore protagonista del gioco che si trova sul sito è altrettanto divertente, ma mi faceva un po' tenerezza, durante il film

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    Urc !

    di paginediiaia (01/09/2003 - 13:04)

    In questo periodo ancora vagamente festivo preferisco mangiare nel mio ufficio, qualche piatto freddo "da asporto" preparato dal nostro bar.

    Da bere mi prendo una lattina di coca.

    Per puro caso mi cade l'occhio sul prezzo della lattina medesima: 1,55 euro !!!

    E meno male che è un bar "interno" !!!

    Già mi innervosiva che il chinotto fosse duemilalire, convertite al centesimo, ma qui si esagera !

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    Che sia davvero fatto bene ?

    di paginediiaia (01/09/2003 - 11:55)

    Ancora rosa dal dubbio se iniziare o no a raccogliere i 20 carissimi volumoni dell'Enciclopedia di Repubblica (un investimento che farei nella speranza, in un futuro, di avere un bimbo mio. Ma poi, mi dico, quando il bimbo ci sarà e gli servirà l'enciclopedia, che passano almeno almeno almeno una decina d'anni, a cosa servirà una "vecchia" enciclopedia di un giornale... ?), sabato mi sono presa L'Espresso, con i 6 CD del corso d'inglese.

    A parte qualche bachetto, direi che è davvero interessante, soprattutto visto il costo quasi irrisorio.

    Ci sono rimasta male quando, dopo aver effettuato il "test d'ingresso", ho scoperto di valere appena appena un beginner, che più basso non si può. Mah... Considerato che leggo tranquillamente libri in lingua originale, capisco l'80% di quello che dicono gli sgrafagni alla CNN, e non ho problemi a tradurre direttamente in italiano un testo in inglese mentre lo leggo a qualcuno, mi sembra un po' impietoso. Mi consolo pensando che, tanto, avrei iniziato comunque dal più basso, per completezza.


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    Normalità ? Non penso

    di paginediiaia (01/09/2003 - 10:28)

    Tutti i TG ci vogliono convincere che oggi si torna alla normalità.

    Parola grossa... Ma nemmeno siamo ancora tornati alla routine quotidiana. Le strade al mattino alle 8 sono ancora vuote, si riesce a fare inversione ad U sotto casa mia. Provateci ad ottobre...

    Nel week-end sono rimasta scablata, grazie (e mai parola fu più opportuna) al benedetto virus che mi aveva appestato il PC, e che non era stato assolutamente eliminato dalla nostra assistenza tecnica.

    Io, impunemente, non avevo provato a verificare l'effettivo funzionamento della connessione quando mi è stato riportato e... sorpresa... ! Magnifico, un week-end senza potersi connettere.

    E' stato bellissimo :)

    Ancor più in prospettiva, dato che pare che le connessioni via modem su linea normale, non isdn, subiranno un incremento di prezzo... E allora, meglio abituarsi a non connettersi da casa, soprattutto se alla fine si lavora anche.

    Mi sono buttata sui "lavori creativi", che è il modo politically correct di chiamare i lavori della nonna (maglia, uncinetto, ricamo). Un po' come qualificare un bidello operatore scolastico, o uno spazzino operatore ecologico.

    Ecco, io mi sono buttata sui lavori creativi, e mi ci piace pure !

    Adesso sono intrippata su un grembiule al filet (eh eh... fa una strana sensazione trovare termini specifici che non si conoscono, n'est pas... ?) da regalare a Natale.

    Si, a me il virus sul PC portatile ha fatto davvero bene.

    Mi si potrà obiettare che, anche quando la connessione funziona, si può pur sempre tenerla spenta. Vero, ma la tentazione è forte.

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    Archivio Settembre 2003