(ri)trovata ieri
Non riuscivo a dormire. Sul comodino (o ripiano, per essere più precisa) del mio letto di bimba ho ritrovato una raccolta di poesie di Ungaretti.
Questa mi è saltata agli occhi da sola. Ci sarà un perchè...
Allegria di naufraghi
E subito riprende
il viaggio
come
dopo il naufragio
un superstite
lupo di mare
Ma dai ?
Non l'avrei mai cercato, ed invece c'è: Learning English della BBC.
Sono l'unica a ricordarsi delle lezioni d'inglese che venivano date in TV, sulla Rai, nel primo pomeriggio di parecchi anni fa, con il classico prototipo di inglese in bombetta ed ombrello ?
Ma quanti sono... ?
The Muppet Show character index.
Continuo ad essere convinta che Kermit sia il mio uomo (pardon, ranocchio) ideale...
Una scoperta devastante
del.icio.us.
Una d.roga, si trova di tutto. Ci va un po' di pazienza a dare un'occhiata ai link che sembrano promettenti, ma spesso se ne viene ricompensati.
Questi i risultati (disordinati e scoordinati, per rimanere in rima) di quattro giorni di consultazione...:
- WikiTravel, una guida a milioni di mani sui Paesi del mondo. Spettacolare... Ognuno può metterci del suo. Io l'ho fatto con la pagina su Roma. Ho aggiunto qualcosa al minimo che c'era già (sembrava che Roma si fermasse al V.aticano. Boh. Non ho osato modificare i preconcetti della Dolce Vita e di altri luoghi comuni, ma può darsi che prima o poi lo farò...)
- Pricelessware, software free ma senza prezzo, come dice il nome
- Top ten design mistakes of 2003, dal solito e preciso Nielsen; qui (almeno finché dura, poi cercherò di riportarle perchè 'sto furbone non usa i permalink) di Vincent Flanders (il txt)
- per la categoria colori & Co.:
- 4096 color wheel, grandiosa !
- Quickcolor, altrettanto
- i Colour tools, da farsi prendere la labirintite
- link a color tools sulle pagine dei tool per il Web Design linkate più sotto
- Dictionary of Algorithms and Data Structures, per fare un tuffo nel passato
- L'imperdibile Style Guide dell'Economist. Da incidere a caratteri di fuoco nella propria materia grigia
- un curioso ideal line lenght for content; qualche idea la dà
- una raccolta di pattern più o meno sensati
- per quando si è in vena di riflessioni, The Noam Chomsky Archive
- per la serie più font per tutti:
- Programmer fonts
- altri font carini
- i carini quanto inutili Japanese smileys
- la site map di Google...
- Freeware Palm, ma grazie al cielo preferisco ancora il mio Blackberry...
- Aerosite, dato che è quasi una settimana che non volo...
- la Wikipedia
- alcune note utili sull'Information Design
- strumenti per il Web Design
- un micro-quiz per scoprire dove ci si posiziona in politica
- l'IP address locator
- il FeedRoll
- l'Open Source CMS
- una tavola periodica tutta particolare
- i time savers for blogger. Alcuni spunti sono ovvi, altri interessanti...
- troppa informazione ? Verrebbe da pensarlo... Questa ricerca sulla quantità di informazioni che riusciamo a produrre è spettacolare (e terribilmente chiara, con esempi divulgativi da annotarsi da qualche parte, tipo che un terabyte (ammazzaquant'è), a naso, è l'equivalente di 50.000 alberi triturati in carta e stampata... o che 100MB è un metro lineare di libri in scaffale
Beh, l'idea è carina
Chiedere un codice ISSN per il proprio blog. Pensare a queste Pagine con la targa ufficiale mi fa già sentire un pochino più importante...
Ma no, vabbeh, lascio l'onore ai super-blogger...
Peccato, per un giorno...
Una delusione per la mia gossiparissima (?) mamma.
Orgogliosa, mi faceva notare una coincidenza quanto meno monarchica: lei è nata lo stesso giorno di Maria Gabriella di Savoia (o qualcuno di simile), nel '40, mentre, stando a lei, il mio compleanno coinciderebbe con la nascita della figlia del principe dei carciofini E.manuele F.iliberto.
Spiacente di informare la mamma (mia) che la piccola è nata ieri... Ci scombussola i casi della vita...
Tanti auguri a me
Ed oggi fanno 33.
Propositi del giorno:
- non darmi propositi inutili
- fregarmene
- considerato che, as usual, sono tutti a fare la settimana bianca, starmene a casa con i miei e rilassarmi
- al più, fare un giro rapido in giro per negozi. Toccata e fuga. Volevo regalarmi il telefonino nuovo (gli unici regali che ricevo per il mio compleanno sono quello dei miei, che ultimamente è stato riconvertito in denaro, a scanso d'equivoci, ed il mio)
- volevo andare a cena fuori, e portarci anche i miei, ma mia madre ha deciso che non si può scombussolarle così tanto la vita da non sapere il mattino alle 9 se la sera alle 8 si andrà a cena o no, così meglio non litigare e stare a casa a mangiare gli agnolotti (che, per inciso, mia madre sa benissimo che NON mi piacciono... seguirà litigata perchè ne avrò mangiato solo 3, simbolici, e dirà che io voglio amazzarmi di fame e così via. Anche qui, as usual...)
- non facesse un freddo della miseria (almeno per me che sono ormai abituata al clima romano), me ne andrei alla Fnac. Ehi, blogger torinesi che oggi sarete in via Roma (ma che ci fate a Torino se non lavorate ?), se vedete Iaia aggirarsi tra gli scaffali di libri del piano di sotto, ed alla ricerca del suo 7250 al piano di sopra, beh, fatele gli auguri, e ditele che, in fondo, 33 anni non li dimostra...
La scoperta dell'acqua calda
Dieci modi per avere un matrimonio felice. Pensavo chissacché, invece sono sane banalità.
Il problema, a questo punto, è avere un matrimonio...
[via MarriageMovement]
Neve...
Nevica, da 'stanotte, o meglio, da mentre ancora stavo dormendo.
Riesco ancora ad accorgermi se sta nevicando senza guardare fuori, solo ascoltando il silenzio unico che porta con se la neve.
Quando ero piccola i miei mi svegliavano apposta per dirmi che stava nevicando. Succedeva più spesso, allora. Adesso è davvero un evento eccezionale.
Mi piace vedere i tetti della villa del parco di fronte casa diventare sempre più bianchi, ed anche gli alberi. Allo stesso modo ci rimango male quando inizio a cogliere i segnali della fine della nevicata (la sapienza contadina dice che quando la neve inizia a cascare dai rami smetterà presto di scenderne di nuova).
Purtroppo non si sta fermando a sufficienza sul balcone per uscire e fare un pupazzo di neve. E' da così tanto che non ne faccio che penso mi troverei in lacrime dalla nostalgia. Forse è meglio così.
Cosa vorrei
Cosa avrei voluto sotto l'albero di Natale, ma che sarei ancora ben felice vedermi consegnare domani, o nei prossimi giorni:
- la fine delle manie di persecuzione dei miei, che ormai sono sempre più convinti che tutto il mondo ce l'abbia con loro. Darei via un bel po' di anni della mia vita perchè una qualsiasi entità superiore facesse realizzare loro che non sono sempre al centro dei complotti universali. E, per fare buon peso, darei qualche altro anno perchè buttassero alle ortiche tutti quei dannati preconcetti che li fanno vivere male. E, per non fare gli spilorci, qualche altro giorno della mia vita perchè si rendessero conto che il mondo va oltre questo condominio e la casa in montagna, e che ci sono modi di viaggiare più gratificanti dello starsene a vedere L.icia C.olò in televisione
- poter tornare indietro, fare il rewind di una parte della mia vita e mandare affanculo una persona per poter volare da un'altra. Avrei evitato di mantenere brandelli di vita inutile e di perdere la possibilità di puntare tutto davvero sulla felicità
- il coraggio di rischiare. L'ho fatto in passato, ho scelto strade che nessuno avrebbe detto che sarei riuscita a tenere. Ed ora, che dovrei farlo davvero, ho una fottutissima paura
- una carezza di nonna. Lei non c'è più, ma io la sento. Nonna, so che puoi sentire il bisogno che ho di te, di una tua carezza, di una tua parola buona. Del tuo aiuto
- qualche aiuto reale. Inizio a sentirmi sempre più abbandonata. Finché ero qui a Torino in pianta stabile mi sembrava quasi normale avere poco aiuto dalla mia famiglia. Anzi, trovarmi sempre mia madre parata contro. Per lei devo sempre essere stata un fallimento. Anche quando mi sono diplomata con 60. Anche quando mi sono laureata ingegnere con 108. Anche quando, dopo 20 giorni dalla laurea, ho avuto il lavoro che facevo qui a Torino. Anche quando mi è stato chiesto di fare quello che faccio a Roma. E già, deve proprio essere così se, ancora oggi, mi sbatte sempre di fronte i successi del figlio della macellaia (quant'è bravo, lui se che porta i soldi ai suoi, ha avuto un posto in Poste), o quello della mia compagna delle elementari (ah già, pensa, ha un ufficio in Tribunale). Mica come me... E già, io mi immagino la vergogna che deve provare quando parla di me a sì tante madri... In fondo, che lavoro terribile che faccio... E già... Ma ha proprio ragione, io non porto soldi a casa. Sinceramente, faccio fatica a sbarcare il lunario da sola a Roma, città tutt'altro a misura di single. Ma lei dice che sono matta a vivere nel castello che mi sono scelta (alloggetto sgalfio di 60mq), e che potrei tranquillamente spendere di meno per l'affitto. La signora madre non ha provato nemmeno a pensare di cercare di capire cosa vuol dire trovare una casa economica a Roma.
Ma si, mamma ha ragione, ho sbagliato tutto nella vita. E' proprio vero. In fondo su una cosa non posso darle torto: proprio io, che sono il contrario di una donna in carriera, ho avuto tantissimo dal lavoro, ma dalla vita privata ben poco. Ma vorrei che mamma capisse, una volta per tutte, che non può essere tutta colpa mia, che ho sicuramente fatto tonnellate di errori, ma che non mi aiuta per niente sentirmi due volte in più una fallita ogni volta che lei parla con me. Ne ho abbastanza per i fatti miei, di male, senza bisogno del carico da 15 che ci butta su ogni volta.
O dei suoi non-consigli, che ora ho imparato, purtroppo tardi, a non seguire. Come quando mi diceva "Ma lascialo, quello lì ! Non lo capisci che ti prende in giro ?", ed il giorno dopo, come fosse la cosa più normale del mondo "Ah, sei proprio stupida, non vedi che solo quello lì [lo stesso che il giorno prima stando a lei avrei dovuto lasciare] ti può sopportare ? E tu lo tratti così ?". Ed io via di testa, a cercare di capire.
Si, vorrei un punto fermo. Un qualcosa o un qualcuno su cui appoggiarmi.
Iniziamo con le classifiche
Top ten words of 2003.
[via Del.icio.us]
Curiose coincidenze
Curioso, due donne diverse, ai due capi della terra, arrivano alle stesse conclusioni nello stesso periodo.
Una delle due sono io.
Si, è vero, forse Natale è il periodo in cui tutti sono più buoni. Ma io 'stavolta ho deciso di essere più buona con me ed ho mandato a quel paese un bel po' di gente. E, udite udite, mi sento meglio !
Niente buonismo, niente rodersi il fegato, niente passare sopra.
Questo non vuol dire, purtroppo, che riuscirò anche a farlo con le persone con cui DOVREI, con quella che sto perdendo proprio per la mia incapacità di essere più stronza.
Ma almeno mi sto prendendo una bella serie di belle soddisfazioni. E penso che siano solo le prime... Ci sto prendendo gusto.
Cosa ? Se faccio così rimarrò sola ? Ah beh, perchè ora forse non lo sono ?
No no, grazie, ho proprio voglia di togliermi i sassolini dalle scarpe, anzi, di non farceli nemmeno più entrare.
Se poi imparerò a farlo con tutti, diventerò più felice...
Google in Christmas Edition
La collezione.
[via MetaFilter].
Update: Questo invece l'ho trovato da sola...
Oh, grazie, era proprio quello che desideravo...
Prendo spunto da Tom, che a sua volta cita la Repubblica (stop, non voglio indagare oltre) per pensare ai regali peggiori della mia vita.
Premetto che sono una di quelle persone che i regali preferisce di gran lunga farli che riceverli. Davvero.
Passo ore a pensare al regalo più adatto, a girare per cercarlo, a decidere il modo migliore per presentarlo, il bigliettino, insomma, tutto un rito mio che mi fa star bene.
Grazie al cielo pare pure ci azzecchi con i gusti dei destinatari, tant'è che ogni anno aumenta il numero di persone che si appoggiano a me per i loro regali di Natale.
Fatta questa premessa (da cui discende che non dò troppo peso ai regali che ricevo), devo dire che secondo me non esistono dei veri regali inutili. O una cosa dev'essere comprata su commissione ("Ehi, papy, c'ho proprio bisogno di QUELLA BORSA LA'"), oppure un regalo al limite può essere un pensiero, ma non un regalo inutile. Infatti lo scopo del regalo è quello di donare un qualcosa, che può essere più o meno gradito, non di soddisfare un'esigenza specifica del destinatario. Se poi assolve anche questa funzione, tanto di guadagnato, ma non è il suo ruolo principale.
Detto anche questo, il problema sono i regali brutti. Il senso estetico è totalmente soggettivo, quindi il concetto è di per se variabile. Ma se il regalo è brutto diventa una tragedia anche la reazione che segue l'apertura del pacchetto...
Se una collega mi regala una candelina a forma di Babbo Natale con lo stoppino tutto incriccato (utilità dell'oggetto pari a 0) apprezzo il gesto e ringrazio con piacere e senza sforzo.
Se mia madre mi regala un anello ORRENDO, che non capisco assolutamente come abbia potuto pensare che io anche solo lo guardassi senza urlare, ecco, questo è il problema reale. Perchè io quell'anello non lo porterò mai, proprio in quanto orrendo, e mia madre si offenderà sia nel caso in cui le dirò, con grande educazione, di portarlo indietro e cambiarlo, sia se non glielo dirò ma non lo indosserò mai.
Idem per i capi di abbigliamento ORRENDI che ogni tanto in passato mi regalava, dando poi origine allo smartellamento "Ma com'è che quel maglioncino taaanto bello che ti ho regalato tre natali fa non lo metti mai ?".
Lo stesso succede con mia zia, la sorella di mia mamma, anche se ogni tanto ho il sospetto che, dato il loro non buono rapporto da sorelle, le scelte siano un po' forzate sul dispetto. Oppure sulla ripicca. Si glissa, tanto le occasioni di incontro con gli zii nel corso dell'anno si contano sulle dita di una mucca, quindi si limitano anche i problemi di esposizione del regalo ricevuto.
La mia speranza segreta, ogni anno, quando si avvicina il Natale, è che i miei non abbiano deciso di farmi un regalo cumulativo Natale-Compleanno, non tanto perchè sono venale e ne voglio due, ma perchè più impegno economico ci mettono, più cascano male e più è difficile il reso merce.
Non vorrei nemmeno i soldi, che trovo una cosa tristissima. Preferisco sinceramente un bel niente, e magari un clima più rilassato in casa. Ma questo regalo non sono mai riuscita a riceverlo...
Lettera aperta a Peter Pan
Peter,
E' da un bel po' che non ti leggo nei commenti, che non ti sento per telefono, che non mi squillano i tuoi sms.
Sono preoccupata.
So che sei tornato nella tua bella terra, e mi fa piacere immaginarti in giro per i luoghi del tuo cuore, a rifare il pieno di tranquillità.
Ti sono vicina, e spero che tu lo senta, anche se siamo in silenzio.
Non ti ho mandato un mail perchè vorrei che anche chi passa da queste parti ti mandi un pensiero ed un po' di positività, perchè sei una persona splendida, e ti meriti una vita felice e tranquilla.
Un bacio, Peter...
Caro Babbo Natale
Caro Babbo Natale,
Non ti starò a far perdere tempo.
Quest'anno ti chiederei una cortesia: so che non esisti, anche se la tua immagine di omone grande e grosso e rosso e bianco, per non so quale motivo, continua ancora a rendermi felice, nonostante la mia veneranda età.
Dicevo, so che non esisti, ma mi sembra che comunque tu qualche effetto ce l'abbia, sull'andamento mondiale dell'umore.
Ti chiedo una cosa, di tutto il cuore: dammi un po' di serenità. Lo so che non chiedo poco, e forse tu non ce l'hai nemmeno nel mansionario, questo genere di servizi. Ma, chissà, il nostro è un mondo di relazioni interpersonali, prova a mettere una buona parola per me con chi questo può farlo. Oppure, dimmi chi è, che provo direttamente con lui.
Caro Babbo Natale, lo so, ti sto chiedendo una raccomandazione. Ma è a fin di bene. Credimi, solo un po' di serenità, niente di più.
Tua,
Iaia
Il coro di Natale
Scegli i coristi e via... Con un po' di funzionalità divertenti.
Questo è molto street-gospel...
[via Boing Boing]
Stupore...
Non ho mai abbinato nulla di anglosassone all'idea di golosità o buone cibarie.
'Stavolta mi devo ricredere...
[via Jill]
Veh, non ci avevo ancora pensato...
...fra poco arriva il giorno più corto che ci sia (ma non dovrebbe essere Santa Lucia, stando alla tradizione ? A volte vedo più credibile la tradizione della scienza, nonostante la mia formazione, o forse proprio per quello...).
Bene, vuol dire che poi le giornate si allungheranno e, di conseguenza, sta per arrivare l'estate...
I casi della vita
Gaspare mi ha virtualmente regalato (caruccio lui...) un libro (che però potrei aver scritto io), dal titolo "come sopravvivere ai fornitori imbecilli che vi chiedono come si può utilizzare il loro stesso prodotto".
Sto giusto per andare in una riunione dove la domanda topica sarà sicuramente quella citata nel titolo del libro...
Ringraziandolo, mi duole informarlo che fra poco arriva pure il mio compleanno, e che quindi gli tocca anche industriarsi con quello...
Eggià, non starò a sentire scuse del tipo "ma nooo, vale per due"...
Il libro è per Natale, e per il Compleanno... ?
Grazie mille, Gas !
Scoperta felice
La pagina dell'errore 404 di Gnu Economy.
Spettacolari il terzo ed il quarto punto...
Non ne sarei così sicura
Pare che il Segway in Europa non faccia faville a causa delle normative avverse.
Pare che un altro problema sia dovuto al fatto che non potrebbe circolare né sulle strade (non essendo mezzo di trasporto), né sui marciapiedi (non essendo pedone), e che quindi sarà necessario predisporre delle corsie apposta (???)
Pare che ci sia una disputa se considerarlo mezzo di trasporto (e quindi richiederne l'omologazione, con luci freni e tutti gli amba aradan del caso) o considerare l'omino (?) che lo porta un pedone.
Letto questo, ho continuato a pensare che la causa del mancato successo di 'sto coso sia il costo in primis, e poi l'assurdità in secondo posto. Ma la ritenevo una mia opinione personale personalissima.
Poi scorro l'articolo fino in fondo, e scopro che in Francia ed in Italia non ci sono tutti questi vincoli.
Al che mi fermo e cerco di pensare a quanti Segway ho incontrato sulla mia strada in questi mesi. Zero. Zero su zero.
Allora non è forse solo causa delle normative avverse, il poco successo. Hanno provato a chiederselo quanti stanno cercando (forse) di venderlo ?
Non è che ci sono altri motivi, oltre alla legge, dato che dove la normativa non pone vincoli COMUNQUE il coso non attacca ?
L'ho visto in TV, dove una soubrettina forse affetta da labirintite cercava di starci sopra, a grandissima fatica. Mi ci immagino con difficoltà a condurlo, con il mio scarso senso dell'equilibrio, e mi chiedo dove mi sarebbe utile. Mi chiedo anche quando mai lo potrò comprare, visto il non esiguo costo per una specie di monopattino a motore (lento).
Tornando al volo
Il centenario che si festeggia oggi mi ha fatto tornare in mente un po' di momenti felici legati al "volare".
La passione che mio padre mi ha trasmesso per gli aerei come "pezzi d'arte", capolavori dell'uomo, fatti di metallo ma in grado di volare, che portano in loro la perfezione (umana) dei meccanismi complicati.
La gioia dello scoprirsi in grado di superare le proprie paure, e che in fondo il timore deriva dalla non conoscenza.
La leggerezza del sentirsi in volo, sopra tutto, sopra tutti, sopra i problemi, che sembra rimangano miracolosamente ancorati alla terraferma. Il volo diventa il momento in cui essere soli con se stessi.
Il bello di essere riuscita a superare un momento di vero pericolo, con un atterraggio in emergenza, con l'aeroporto di Caselle chiuso per il troppo vento e riaperto solo per far scendere noi, sul nostro piccolo Dornier, senza più benzina a sufficienza per scendere da altre parti, dopo che eravamo stati dirottati a Genova senza poter atterrare per colpa di un incendio nei pressi della pista. E, nonostante questo, riuscire a salire, tre giorni dopo, su un altro aereo. Anzi, proprio grazie a questo, capire finalmente che volare è sicuro, e che si corrono molti più rischi al semaforo, attraversando la strada.
Il bello di ritagliarsi spazi di fantasia in aeroporto, crocevia di vite che sembra di poter spiare non visti.
Il brutto, a 20 anni, di scoprire che il corso per il brevetto di volo mi sarebbe costato 16 milioni dell'epoca ("compresi i libri, però", come si è affrettato a dire l'istrutttore, spiaciuto di vedermi quasi in lacrime dalla delusione).
Il bello di rendere ogni viaggio, di lavoro o di piacere, una piccola evasione dal reale.
Il coraggio delle proprie idee
Vedo su La Repubblica cartacea di oggi, nelle lettere dei lettori, un intervento che avrei voluto scrivere io.
Sabato ero al Concerto di Natale in Vaticano. Bello. Coinvolgente. OK.
Lauryn Hill, prima di iniziare la sua canzone, si spara un predicozzo di 3 minuti buoni, in americano strettissimo (che non so in quanti abbiano capito) contro i p.reti p.edofili.
Lì per lì sono stata combattuta. Mi sembrava un intervento corretto (anche se in toni un po' troppo forti, all'americana) e condivisibile, ma sentivo un po' di stridore per il luogo ed il momento in cui aveva scelto di farlo.
Poi ho ri-ragionato: quando mai le si sarebbe ripresentata la possibilità di fare un discorso del genere di fronte almeno a 2.000 e passa persone (ma forse di più) in sala, con una remotissima possibilità di non venir tagliata e di finire in mondovisione (cosa che dubito accada) ?
E allora ho pensato che si, forse aveva fatto bene. E' vero, ha tradito la fiducia di chi l'aveva invitata, come non ha mancato di sottolineare la Parodi, dopo un lungo parlottìo con gli autori. Ma a volte ci va coraggio.
Che soddisfazione...
Che soddisfazione, scoprire che non è la giornata a non passare mai, ma piuttosto l'orologio ad essere fermo...
Ormai erano le 14.25 da un po' troppo tempo, per essere credibile.
Sono una delle poche...
Sono certamente una delle poche persone in giro che pensa che i fotofonini possano essere utili.
Me ne accorgo, quasi sento il bisogno, quando vado in giro per lo shopping per procura, commissionato da amici o parenti o colleghi.
Trovo l'oggetto giusto, lo sto per comprare e, si, mi piacerebbe avere una conferma volante. Molto poco modestamente so che, alla fine, raramente sbaglio (oh, sono portata per fare la personal shopper... mica è colpa mia), ma la liberatoria definitiva mi farebbe vivere più tranquilla fino alla consegna al committente...
Anche in altri casi, più "futili", e quindi più coinvolgenti, mi piacerebbe poter fare una foto e mandarla subito ad un altro cellulare, tipo quando vedo un panorama particolare, uno scorcio che mi emoziona, una foglia strana...
Ho sempre la macchina digitale in borsa, ma poi bisogna tornare a casa, collegarla al PC, scaricare, mandare il mail... Insomma, non è la stessa cosa.
Vedo su Picturephoning.com una collezione di esempi d'uso del fotofonino che dà qualche spunto simpatico...
Allagamenti e riflessioni
Ieri sera, anzi, 'stamattina, ore 00.10. Sento un vago fischio nel silenzio dei vicini che erano tutti fuori casa.
Cerco di capirne la provenienza e scopro, in un momento di dramma vero, che era vapore che usciva dal riscaldamento.
Quei fessi che avevano montato l'inutilissima elettrovalvola per il contatore di calore indipendente, su un impianto di teleriscaldamento Acea perfetto, hanno fatto, come si poteva già capire in corso d'opera, un lavoro schifoso.
Erano in due, uno guardava e chiacchierava col collega, e l'altro lavorava rispondendo al collega guardandolo in faccia (beh, almeno educato...) e smettendo di lavorare.
Poi hanno iniziato ad entrare ed uscire di casa per andare a (parole loro) "rattoppare i lavori malfatti" negli altri appartamenti. Ma allora il riscaldamento era spento.
Ora no. Avevo acqua bollente che usciva a cascata dal tubo, andando sui fili elettrici poco isolati dell'elettrovalvola, allagandomi casa, bagnando tutte le scatole con i regali che avevo appoggiato a terra domenica, le scarpe, alcune borse da viaggio.
Chiamo il mio vicino, padrone di casa, sperando in un aiuto. Ed invece mi trovo davanti non solo un lago che si espande sempre di più, ma anche un c.oglione (scusate, ma qua ci andava proprio) che, impalato, continuava a dire "oddio e che si fa, che si fa che si fa".
Si scopre che nel palazzo nessuno sa dove sia il rubinetto generale dell'acqua, nessuno ha il numero dell'emergenza Acea, nessuno ha il numero dell'amministratore, nessuno ha il numero dei cani che hanno fatto il lavoro.
Mi trovo a smettere di asciugare, col padrone di casa che, invece di sostituirmi, guardava impalato con le mani nei capelli, ed il vicino di casa di sopra che dava indicazioni stupidissime (chiudere l'acqua, che è un impianto a parte; chiudere i termosifoni, che sono dopo l'elettrovalvola e quindi non poteva aiutare, se non peggiorare per l'incremento di differenza di pressione).
Alla fine trovo, al grandioso 060606 del Comune di Roma, il numero dell'omino reperibile dell'Acea, che si mette in macchina da Ostia e viene, dopo un'oretta, a chiudere l'impianto, e, per tamponare, chiedo al vicino, nel frattempo, di chiamare i pompieri. Sua risposta: "che numero hanno ?".
Lo avrei ammazzato.
Quando ho visto questo post sullo stress e sulla capacità di rispondervi di uomini e donne mi sono quasi commossa...
Il risultato del casino è stato che i pompieri hanno infilato le mani in mezzo ai fili elettrici spelati ed annacquati (miracolo che non sia saltata pure la corrente prima) ed hanno chiuso le due mandate del vapore del riscaldamento. Casa mia in questo momento è senza riscaldamento. So già di per certo che quel deficiente del mio padrone di casa se ne sta disinteressando nel modo più assoluto. La troverò altrettanto fredda quando tornerò 'stasera. Sperando che la perdita non sia iniziata di nuovo...
D'accordo a metà col mister
[non ricordo quale eletta mente calciatoriale usasse questa straordinaria espressione, e non mi preoccupa più di niente il fatto che non lo ricordo. Vè, me la canto e me la suono]
Incuriosisce leggere che il New York Times pubblichi l'(im)perdibile Powerpoint Makes you dumb.
Sinceramente adoro PPT. Lo uso tantissimo, e penso che il fatto (criticato dall'articolo) che nello stesso lucido non ci stiano più di tot parole, per essere leggibili, sia in realtà la forza che spinge tutti ad essere concisi. I prolissi lo sono lo stesso, riempiendo le slide con caratteri impercettibili. Chi ci tiene davvero alla platea ci pensa.
Il mio maestro, il relatore della tesi, era un vero comunicatore. Mi ha insegnato poche e semplici regole:
- sala scura o con poca leggibilità ? Sfondo scuro e carattere chiaro, magari blu scuro e giallo ocra
- carattere mai meno di 24
- sommario con avanzamento, per non far perdere la trebisonda a chi segue
- no effetti strambi (suoni, animazioni o palle varie)
- titoli chiari
- mai scrivere quello che si dirà (è fastidiosissimo sentir leggere)
Non penso che PowerPoint renda stupidi. Purtroppo, piuttosto, tanti lo usano in modo stupido
Brutto segno...
Due settimane fa la notizia: riceverò un invito al Concerto di Natale in Vaticano.
Salti mortali carpiati ed avvitati di gioia..
Sono credente a modo mio, e sono sufficientemente allergica alle reti m.ediaset. Ciononostante il Concerto di Natale per me rappresenta uno degli aspetti piacevoli delle feste, un po' come quello di Capodanno.
L'evento mi rende felice (anche perchè per qualche attimo mi sento importante), e mi appassiona.
Sottovaluto una cosa: il cavaliere.
La persona che avrei voluto al mio fianco si dà, come si dice da queste parti. No, per carità, niente concerto. Grazie prego scusi tornerò.
E da lì in poi, la dura presa di coscienza del fatto che nessuna delle persone che avrei voluto al mio fianco era disponibile.
Roma è città di sposati. Tutti sono sposati. Tutti. O almeno, tutti quelli che conosco io. Trascinare un amico sposato un sabato pomeriggio (la registrazione è domani, anche se poi verrà trasmesso la notte della Vigilia) in Vaticano in mondovisione è cosa complessa.
Le amiche single ? Le amiche single avvisate il giorno prima giustamente ringraziano e vanno a fare shopping. Non richiede seduta dal parrucchiere e acquisto di abito da sera. Altre, ari-giustamente, si erano già organizzate per i fatti propri.
Io 'sta cosa me l'ero covata per benino, troppo per benino, e me la gustavo già. Una persona non direttamente coinvolta, che si vede offrire la possibilità un istante prima, non sprizza d'entusiasmo da ogni poro.
Però, ciononostante, tuttavia, mi sento ragionevolmente fallita. Dall'alto del mio egocentrismo non avrei immaginato di dover elemosinare compagnia per un evento così. Rifletterò.
Per inciso, il cavaliere l'ho poi trovato, ma non mi è mai piaciuta (e mai ho fatto) la caccia all'uomo...
Servizi al cittadino (o al telefonino)
Ci dice la Newsletter del governo (scusate le maiuscole, sono fatta così) che:
- allo 848-782782 si potrà chiedere quanti punti ci sono rimasti sulla patente (anche se le istruzioni recitano testualmente: Si dovrà digitare sulla tastiera del telefono la propria età di nascita composta da due cifre per il giorno, due per il mese e quattro per l'anno. Alla richiesta dell'operatore digitare il numero di patente ovviamente senza le lettere e premere # (cancelletto): immediatamente verrà comunicato il "saldo" dei punti. Io non le ho capite, ma lacuna mia... Bisognerebbe provare, ma non mi va...
- mandando un sms al 339.991199 si potranno ricevere informazioni su tutto quanto fa cultura. Mi preoccupa questo: CulturalSMS è caratterizzato da una grande semplicità d'uso, basta, infatti, inviare un messaggio in linguaggio naturale al 339.991199 con la formulazione della richiesta e il servizio provvederà a interpretare il messaggio e risponderà elencando le informazioni desiderate. Considerato che oggi ho perso una buona mezzora con quella str... di clippy su excel perchè non ricordavo più come si fa a far diventare una riga una colonna, e che le interrogazioni in linguaggio naturale dell'help di excel mi erano utili come una manciata di sabbia in pieno sahara, devo ammettere che questo servizio mi lascia un po' così. Magari dopo provo pure 'sto qua.
- si torna all'automobilistico con +39 320 3885858. Mandandoci un sms con la targa (preceduta da una T) di un'auto o una moto che si pensa possa essere stata rubata, si può sapere se lo è davvero (ed in quel caso si può chiamare la polizia)
Per chi andasse a Londra nelle vacanze di Natale
L'imperdibile mappa della metro leggerissimamente rivisitata.
[via Boing boing boing]
Cos'è un blog
Top 20 definitions of blog
Per me, direi la 1.
[via Conversation with Dina]
Giusto per ricordare
No commenti anonimi.
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Così, per rinfrescare la memoria...
Riti
Un post di Principe ha innescato in me un irreversibile processo di ricordi pre-natalizi.
Anche a casa dei miei l'8 Dicembre è data topica: si scatena la premiata Ditta, trasformandosi di colpo in un genio costruttori.
Mia madre si arrampica nell'ENORME ed ingestibile armadione a muro che chiude (il feng-shui avrebbe da ridire, sarà per questo che la mia famiglia è tutta un po' sfigata... ?) il corridoio per raggiungere gli scatoloni di presepe-albero-decorazionivarie.
Normalmente segue fase in cui mia madre incolpa mio padre (prima, quando ancora ero a casa, incolpava me) di aver cambiato posto a qualcosa. Ovviamente accusa infondata, che mio padre lascia cadere (ed io invece no, ed iniziava una lotta all'ultimo sangue a maleparole e silenziacci, la prima del periodo natalizio. Anche questo aveva un suo rito. Angosciante, ma pur sempre rito).
E poi via di costruzioni.
L'albero è ancora quello che avevo comprato alla Standa di Piazza Risorgimento un mucchio di anni fa, con mia nonna, e ricordo che lei, minuta come una vera nonna, per l'appunto, mi sembrava facesse una fatica della miseria a portarselo dietro sul tram.
Prima prendevamo gli abetini vivi, in montagna, e poi li ripiantavamo su, ma non ricordo bene quale motivo ha poi spinto all'acquisto del pinotto in plastica. Bianco, bellissimo.
Sinceramente, ora che faccio mente locale, forse da qualche anno i miei lo hanno dovuto rimpiazzare. Considerato che avrebbe ad oggi di sicuro più di 20 anni, è pure comprensibile. Ma nella mia memoria è sempre il pinotto bianco comprato con nonna.
Ieri ho chiamato i miei dal centro, in preda ad una botta di angoscia e di tristezza, cercando conforto. Mia madre subito ha rincarato la dose dicendo che anche lei è triste, praticamente facendomi capire che lo è per colpa mia.
Passato l'impulso di buttarmi sotto al 64 che stava passando ai 700 all'ora di fronte alla Feltrinelli, la rabbia mi ha fatto sbollire un po' il nervoso.
Pochi minuti dopo mi chiama mia madre per dirmi che avevano appena finito di fare l'albero, e che sopra c'eravamo anche tutti noi.
L'ultima volta che sono andata a trovarli ho portato loro tre pupazzi da albero di Natale che, nella mia fantasia malata rappresenterebbero mio padre, mia madre e me.
Mi piace immaginare tutti noi lì, a ciondolare dall'albero di Natale in casa.
Si, quella telefonata mi ha fatto stare meglio... A volte basta poco.
E no !
Non mi va di resettare il conto in banca (anche se non cambierebbe molto...):
"Experts Worried After Worm Hits Windows-Based ATMs".
Un'ideona, montare Windows sui bancomat...
Che barba TV
Che barba che ogni volta prima di un attentato c'è stato qualcuno che aveva detto che ci sarebbe stato.
Che barba che ci dicono un giorno si e l'altro pure che siamo a rischio attentati [è ovvio che lo siamo, ed è altrettanto ovvio che lo dicono per poi scaricarsi la coscienza dicendo "te l'avevo detto io !"... Eggrazie, è come dire: "guarda che prima o poi piove". Certo che pioverà !]
Che barba che adesso c'è pure la pista anarchica per le bottiglie avvelenate. Nessuno ha pensato che non ci va niente a farlo, e che a furia di parlarne un mucchio di squinternati possono averlo ritenuto un bel giochino da riprodurre su tutto il territorio nazionale.
Che barba quelle che "ed ora ANDIAMO a provare", "...andandolo a riporre", "...andiamo ora a vedere". Ma non è meglio "Ed ora proviamo", "riponiamo", "vediamo" ?
Che barba Bruno Vespa, che secondo me di secondo lavoro fa il menagramo, che se no non sa più di cosa parlare tutte le sere.
Che barba Maurizio Costanzo Sciò, che fa sì che dalle undici di sera in poi, per non sbagliarmi, non schiacci nemmeno più il tasto 5 sul telecomando. Che barba il suo modo di fare, arrogante, egocentrico e supponente (tiè).
Che barba quelli dell'Isola dei Famosi, che continuano a vestirsi da naufraghi anche se sono tornati a casa. Puzzeranno pure un po'. E che barba che un uomo di cinquanta e passa anni come Pappalardo giri colla felpina col cappuccio tirato su. Se avessi un figlio di 12 anni che si vestisse come lui penso finirei come caso di percosse all'attenzione del telefono azzurro.
Che barba la spazzola rotante.
Che barba la Colò, che decide che l'inglese parlato da (se non ricordo male) un gurppo di maori è "pessimo" (sue testuali parole). Chieda al cameriere del bar sotto casa sua di comunicare con lei in un perfetto inglese oxfordiano, e poi ripassi.
Che barba le "problematiche", quando ci sarebbero i "problemi" che andrebbero benissimo, anzi, pure meglio.
Che barba Antonella Clerici, che dopo una tonnellata di puntate de "La prova del cuoco" non ha ancora imparato a fare la pasta, ed ogni volta pensa di essere divertente mentre spreca chili di farina, burro ed uova in porcate incomprensibili, invece di farla sembrare una cosa bella e naturale come dovrebbe essere. Che prima impari, una volta per tutte, e poi se ne riparli. Ma, dopo tutto 'sto tempo, è davvero insopportabile.





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