27/10/2004

Si, però...

Ieri ho finito di leggere "Alla ricerca delle coccole perdute". Mi ha infastidito.

In realtà mi è piaciuto, molto, e lo trovo interessante, molto.

Però mi ha dato fastidio il titolo, che non c'entra nulla col contenuto. Per carità, l'autore è uno psicologo nato (oltre che laureato), e quindi è stato furbo. Si sarà chiesto: "cosa manca alla gente ora ? Di cosa ha bisogno ? Cosa cerca più dell'aria ? Le coccole. Ed allora io faccio finta di dargliele, così loro, poveri deficienti, comprano il libro".

E' come comprare una scatola di pelati e trovarci dentro i fagiolini, magari pure buonissimi. Perfetto, ma io volevo i pelati.

Questo discorso potrebbe anche andar bene, ci sono politici che lo fanno. Ci sono gastronomi, ci sono carrozzieri. Insomma, tutti ragionano così. Però mi sono sentita, nel mio piccolo, presa in giro (ieri con A.litalia, oggi con lui... Andiamo bene...). Perchè io il suo libro l'avrei comprato anche avesse avuto un altro titolo, un titolo onesto, che facesse capire il contenuto. Ed invece, così facendo, mi ha indotto a decidere di non comprare più niente di suo. A lui non cambia di una virgola, per carità, ma chi se ne frega.

di paginediiaia | 27/10/2004
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